Storia di una notte in kimono. All’EnotecaWine in Milano

Questa è la prima storia del mio Milano Fashion Week-end, che è stato davvero fantastico. Comincio con la notte dei kimono. E vi avviso che sto preparando uno speciale sulla vestizione dei kimono, per inaugurare la nuova sezione Special del blog. Quindi non smettete di seguirmi proprio dopo questo post!
 

L' EnotecaWine, forse ve l'ho già detto, è un posto speciale. Ci sono capitata per caso, perché un'amica mi ha invitato a fare un piccolo evento per la Settimana della Moda di settembre, e mi ci sono affezionata. I due proprietari sono un italiano e una giapponese, e quindi ci si respira quell'aria internazionale che io amo davvero.  E nonostante la sera dell'evento fosse una sera buia e tempestosa, e io non gli ho portato quasi nessuno, loro hanno continuato ad invitarmiI e ad apprezzare il mio lavoro. E io vi dirò, mi commuovo proprio di fronte a queste persone che credono in quello che faccio, per primi i miei attuali partner di Gruppo 36, e non finirei mai di ringraziarli!

 

Ma torniamo ai kimono, che sono il vero soggetto di questo post.

Io i kimono li ho sempre trovati meravigliosi e li ho sempre adorati. Ne ho anche uno vintage che porto come un soprabito e mi ci sento davvero super! Quindi potete immaginarvi come sono stata contenta, quando sono stata invitata ad indossare un kimono con tutti i suoi accessori!  Mamiko Ikeda di Kimonowajaku, un servizio di noleggio kimono a Milano, ha fatto un lavoro fantastico. Armata solo di una piccola foto della mia faccia (la solita foto fatta da Giacome Artale che gira in internet), ha scelto esattamente il kimono che avrei scelto io! Avevo chiesto agli amici dell'enoteca di farmi delle foto durante la vestizione, e così posso inaugurare la sezione Special del blog con il racconto del dressing up del kimono! E vedrete che tutta la procedura è assai complicata. E mentre mi vestivano, vi confesso che mi sembrava di non poter respirare, ma una volta che ero vestita completamente mi ci sentivo benissimo! Certo non ci si può camminare a passo di marcia…

E i dettagli dei kimono sono stupefacenti. D'altro canto io ammiro da sempre l'estetica giapponese: le case, gli oggetti per il tè, le ceramiche, gli accessori, anche gli abiti contemporanei. E dovreste vedere i gesti, l'attenzione concentrata che aveva chi mi vestiva.

And you will see, it is a quite complicated procedure.

E che dire del saké, che si degustava in meravigliose coppette di stagno una diversa dall'altra, freddo come un nostro bianco? Mi è piaciuto!

Buona giornata! E tornate per le altre storie sul mio Milano Fashion Week-end, mi raccomando!

Anna da Re

 

 

 

 

 

 

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