Per la Giornata della Donna dovremmo essere tutti più femministi. Combattere i maschilisti. Restando femminili, donne. Io ci provo. Ci provo sempre e domani magari di più

Domani è la Giornata Internazionale della Donna. Una festa che non ho mai celebrato. Non ho mai fatto quelle cose un po’ sciocche come uscire in tutte donne solo perché è l’8 marzo.

 

Ma sono sempre stata femminista. Quando ero giovane era una cosa piuttosto radicale, ora lo è meno ma sono sempre convinta che la parità uomo-donna sia una necessità sociale, e che il considerare le donne inferiori non sia soltanto un’ingiustizia ma uno spreco. E ora che sono sui cinquanta credo che il femminismo continui ad essere necessario ma che sia soprattutto un atteggiamento e un esercizio quotidiano.

 

Perché se come me vivete in Italia sapete che la cultura dominante è sottilmente (a volte neanche tanto sottilmente) maschilista. Non dite di no. Oppure prima di dire di no pensate: alle immagini della pubblicità; alle battute dei colleghi; al numero di donne che lavorano in confronto agli uomini; alle aziende in cui, pur essendoci una maggioranza di donne, anche molto qualificate, che lavorano, i capi sono praticamente tutti uomini; ai vestiti; all’aria e al clima che ci circonda.

C’è una grande necessità di ricordare tutti i giorni, tutti i minuti, tutti i secondi, i diritti delle donne. Io ho intenzione di farlo. E voi?

 

Così mi sono vestita con questo tailleur/non tailleur, che è maschile e femminile nello stesso tempo. I pantaloni sono di Antonio Fusco, molto classici, ben tagliati, bella stoffa, sembrano fatti su misura. La giacchina anche è di Antonio Fusco, un tessuto diverso, un crespo di lana molto femminile; e anche la forma è femminile. Gli anfibi sono Dr Marten’s. Sotto ho una T-shirt a righe (tanto per cambiare!) e un piccolo pull blu. Tutto molto #50chic e #chicafter50.

 

Buona giornata! E domani non dimenticate di essere più femministe del solito!

Anna da Re

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Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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