Come indossare un’opera d’arte in forma di orecchino. Al Fuorisalone 2016, a Milano

"Alas de angel" è la meravigliosa esposizione di lampade di Patricio Parada, alla boutique LeA  per il Fuorisalone 2016. Un piccolo intenso evento a cui sono stata felice di essere invitata. Anche i gioielli, per cui Parada è giustamente noto, sono bellissimi e desiderabili. Mi vedete con il mio prossimo paio di orecchini. E avete visto la foto della lampada su Facebook, Instagram e Twitter?

Vi siete chiesti se il Fuorisalone 2016 mi avesse inghiottito? No, state tranquilli.

 

Ma mi sono ammalata. Non so esattamente cosa mi sia successo, so che venerdì mattina mi sono svegliata come se la notte mi fosse passato sopra un camion con il rimorchio… solo che non c'erano tracce del fatto, a dimostrare che fosse successo. Però mi sentivo completamente priva di energie, ho passato la giornata tra il letto e il divano, e ho dormito per del gran tempo.
Per cui niente post, venerdì.

E sì che avevo da raccontare. Credetemi, non sto accampando scuse in mancanza di ispirazione!

 

Giovedì sera ero invitata ad un evento per il Fuorisalone, la presentazione di alcune lampade create dal cileno Patricio Parada, noto per i suoi gioielli. Non noto a me, vi confesso, che proprio non ne avevo sentito parlare mai. Ma l'evento era organizzato dalla cara amica Monica Mazzanti, e non me lo volevo proprio perdere. E ho fatto bene!

I gioielli e le lampade erano esposte nel negozio LeA, e credetemi, erano, sono, sensazionali. Dato che questo è un blog di moda, ho messo la foto di me con un paio di orecchini di bronzo che spero si veda quanto sono belli. Ho postato la foto di una lampada su Facebook e Twitter e Instagram, magari l'avete vista. Era fantastica, vero? E ho anche postato una foto di me con l'artista!

La maggior parte dei gioielli e delle lampade sono realizzate con delle lastre di bronzo o altri metalli che Patricio bucherella con diverse tecniche (anche la fiamma ossidrica!). E il risultato è così leggero ed etereo, persino soffice allo sguardo, che ci si meraviglia di come sia possibile partire da una cosa così solida e dura come un metallo e arrivare alla morbidezza che fa venire in mente una sciarpa di seta o di cachemire. Meraviglioso.

 

C'era una folla interessante nel negozio, quella folla che è il vero evento del Fuorisalone. Così tante facce interessanti, così tanti outfit creative, sono stata un po' invidiosa del mio amico Paolo Carlini che aveva come lavoro di fotografarli tutti! Però lui è un fotografo professionista, quindi ci sta…

 

E ho anche avuto modo di incontrare vecchi e nuovi amici, cosa di cui sono sempre felice! Tra i nuovi, ci sono le ragazze di Bottega dei segni, un atelier di comunicazione che mi sembra molto interessante, anche in prospettiva. E come diciamo noi italiani, da cosa nasce cosa, e chissà che Chic after Fifty non trovi la rampa di lancio per diventare famoso come merita! (la modestia la lasciamo a casa, oggi)

 

Come ero vestita? Chi se lo ricorda? Dalla foto si capisce che avevo la giacca ereditata, quella con i bordi di velluto, e qualcosa di blu o scuro sotto, un pullover, ma davvero, non ricordo. Sto invecchiando? O posso usare il non sentirmi bene come scusa?

 

Beh, comunque sia, buona domenica!
Anna da Re
 

 

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