End of the Year Fashion Show: all’Istituto Marangoni, mi sono sentita testimone di future grandezze

Come sempre, sono stata molto fortunata e sono stata invitata alla sfilata di fine anno dell' Istituto Marangoni. Chissà che non sia stata testimone del primo show del prossimo Alexander McQueen?

Grazie alla mia amica Laura (quell che si è candidata a fare la mia assistente personale quando sarò ricca e famosa, e si sta impegnando parecchio per dimostrarmi le sue capacità) ieri sera sono stata allo show di fine anno dell'Istituto Marangoni, una delle più famose scuole di moda internazionali.

 

E' stata una cosa speciale, per me, davvero, poter essere testimone di quello che fanno i ragazzi. Avevano organizzato una performance, prima della sfilata vera e propria, in cui modelli maschili e femminili danzavano insieme sulla passerella. La musica era techno, vagamente ipnotica, e le movenze erano ora sinuose ora a scatti, e tutti erano molto seri, molto intenti, come se ciascuno seguisse una sua versione immaginaria della musica e della storia che volevano raccontare.

Eravamo in uno degli enormi spazi di Base, a Milano.

Poi ci siamo spostati nella sala dove c'è stata la vera sfilata, con il suo buio di partenza e di nuovo una musica ipnotica.
Prima abbiamo visto delle piccole collezioni, di tre pezzi ciascuna.
E poi hanno sfilato i migliori allievi.
E devo dire che era piuttosto impressionante.
Specialmente se si considera che hanno fatto tutto loro: le idee e i disegni, la ricerca dei tessuti, i ricami, il taglio, il cucito. E non si sono risparmiati: hanno scelto tagli complicati, sovrapposizioni e incastri di tessuti, decorazioni, ricami, piume, pelle dipinta. Hanno usato tanti colori, sfumature di rosa e lilla e violetto, alcuni sprazzi improvvisi di rosso e di verde. Le collezioni uomo hanno osato delle trasparenze, ma anche tessuti tecnici e tagli e forme militari.
C'erano molti temi presenti insieme, molti principi, inizi di qualcosa.
Ma era una sfilata di fine scuola, dopo tutto.
E se non si sperimenta e cerca la propria voce quando si è a scuola, quando mai lo si farà?

 

Quindi è stato davvero davvero interessante, per me!
E mi è piaciuto anche osservare gli ospiti e i loro vestiti: ovviamente c'erano infinite versioni della little black dress, ma anche tante combinazioni di sandali e calzini, tute e sneakers, e sostanzialmente un grande senso di libertà e sperimentazione.
Che è quello che mi ha affascinato della moda, fin dall'inizio!

 

Ed è stato buffo stamattina, quando sono arrivata in ufficio e sono salita in ascensore con una collega, che mi ha detto: sai io mi immagino che tu abbia un lungo corridoio con un armadio che lo costeggia tutto, e la mattina cammini lungo questo corridoio e scegli che cosa metterti… ho dovuto dire che sfortunatamente (o forse fortunatamente) ho giusto un armadio normale, e mi ci vuole un sacco di immaginazione e di tentativi ed errori per creare un outfit che sembri diverso ogni volta anche se è fatto partendo dalle stesse cose!

Buona serata a tutti!
Anna da Re   

 

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