Beauty and the city: Fuorisalone 2017. A Milano

E anche il Fuorisalone è cominciato. Con tantissimi eventi e tantissime persone. Troppo, come sempre. Ma ci sono stata, ieri sera, e sono stata contenta!

Ieri non sono proprio riuscita a scrivere il post quotidiano. Nemmeno a scrivere che non l’avrei scritto! Tra lavoro, riunioni e brainstorming la giornata è volata, e alle sei e mezza ho abbandonato il campo per andare al Fuorisalone, al Brera District. Il Fuorisalone è una tradizione che non mi perdo mai. Anche perché pur essendo aprile il più crudele dei mesi, è quando io comincio ad avere voglia di stare fuori, di girellare e anche solo passeggiare mangiando un gelato.

Una delle cose che mi pace del Fuorisalone è che la città apre dei posti che di solito sono inaccessibili. Ieri sera per esempio, con la guida della mia amica Verde (la creatrice di gioielli, quella di Alfieri Jewels Design) e un gruppo di amici ho scoperto un cortile che è più un insieme di strade, tra via Palermo e via Solferino, con dei bellissimi loft e spazi di lavoro da invidia. E poi ho visto, o intravisto, l’interno dei meravigliosi palazzi di quella zona, le scale, le portinerie, gli spazi comuni. Io ho una particolare passione per le cassette della posta, di legno spesso intagliato, con tanti cassettini o spazietti, un dettaglio che nei palazzi del primo novecento veniva curato intensamente.

Poi siamo potuti entrare nel chiostro dietro la chiesa di San Marco, che di solito è chiuso e ha una galleria con degli affreschi che penso prima fossero nella chiesa e ora sono appesi come quadri.
La serata era freddina, e non avendo mangiato nulla (in alcuni posti si poteva bere, ma i ristoranti erano stracolmi) dopo un po’ l’entusiasmo ha cominciato a spegnersi e a uno a uno abbiamo lasciato il gruppo.

Sono tornata a Monza, ed ero così affamata che mi sono comprata un pacchetto di cracker a una macchinetta della stazione e me li sono divorati sul treno!

Quanto ai vestiti, che lo so che mi stavate aspettando al varco, ieri avete visto su Instagram che avevo cose soft e le scarpe psichedeliche. Oggi invece ho abbandonato il blu, che cominciavo ad essere stufa anch’io, e ho messo i pantaloni cropped verdi/azzurri, una T-shirt di un verde/azzurro più scuro, e un pullover fatto a mano grigio chiaro (pullover spesso, ma necessario soprattutto mattino e sera) e i mocassini neri. Così sono pronta per un altro Fuorisalone, in caso… Vi piace?

Buona giornata!
Anna da Re

 

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