Perennial per l’ambiente. Come e perchè dobbiamo darci da fare

Non so se definire questo pezzo una chiamata alle armi o un appello al meglio di noi.

Comunque lo vogliamo definire, io penso che noi perennial, noi after fifty, noi nella seconda metà della vita, dobbiamo darci da fare per l’ambiente, per combattere il cambiamento climatico e soprattutto le sue conseguenze sociali.

Più i negazionisti si ostinano e più il riscaldamento globale si fa sentire. Ce ne accorgiamo di più in estate, forse. Ce ne accorgiamo di più se stiamo attenti, di certo. E ci sono tante piccole cose che possiamo fare, e che molti di noi fanno.

Ma ci sono cose più grandi, che invece di fare individualmente possiamo e dobbiamo fare tutti insieme. Anche protestare. Anche scendere in piazza.

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E non dobbiamo lasciare che siano solo i giovani a farlo.

Gli dobbiamo lasciare spazio, certamente.

  • Ma gli potremmo e dovremmo dare anche un po’ della nostra esperienza e della nostra conoscenza.
  • Gli potremmo e dovremmo dare il nostro sostegno, noi che abbiamo visto prima crescere la libertà, la circolazione delle persone, la possibilità di scegliere dove andare a vivere, l’idea che gli altri sono altri ma non necessariamente nemici, per poi restringersi e perdersi nella paura, nell’ottusità, nell’ignoranza.
  • Gli potremmo e dovremmo dare la nostra partecipazione, noi che abbiamo visto succedere che la piazza, la mobilitazione popolare, la protesta abbia cambiare le cose grandi, quelle che sembrano passare sopra di noi.

Certo non è facile. Molto spesso non si sa cosa fare, a nessuna età.

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Però ci sono tante realtà, tante organizzazioni, tanti gruppi che si danno da fare.

Scegliamone uno e partecipiamo, diamo il nostro contributo, offriamo quello che sappiamo fare.

Io per esempio lo faccio con Legambiente. E vi assicuro che, nonostante la fatica e il senso di essere piccola piccola di fronte a dei problemi enormi, penso che sia una delle cose migliori che potevo fare. Leggevo recentemente che le persone che si relazione attraverso la rete sono quelle che hanno più paura, che sentono di più l’incertezza di questo momento, rispetto a quelli che hanno una rete più forte di relazioni personali, concrete, tangibili, fisiche. Ecco un motivo in più per entrare in un’organizzazione e fare qualcosa di vero, di personale.

Buona giornata intanto

Anna da Re

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