#iorestoacasa giorno 54. Musica che arriva all’anima

Oggi è il primo maggio e lo si sarebbe dovuto passare come sempre, celebrando la festa dei lavoratori, e stando fuori, nelle piazze oppure nei prati, un giorno strappato alla routine, conquistato da altri ma importante ancora per tutti.

Poi vabbè, oggi non c’e neanche un gran tempo ed è pure freddino, da queste parti, non troppo invitante. E poi siamo ancora in modalità clausura, #iorestoacasa ancora non so per quanto. Perché lo sappiamo, la fase 2 che comincia lunedì non sarà poi molto diversa dalla fase 1. Piccoli spostamenti, mascherine, guanti, cautela, forse non apre neppure il parco di Monza e le montagne sono troppo lontane per raggiungerle a piedi. E per carità, se il rischio di contagio è ancora alto continuiamo così. Ce l’abbiamo fatta per 54 giorni, ce la potremo fare ancora.

Schermata 2020-05-01 alle 18.20.03

E quindi stamattina, grazie a un’amica che mi ha mandato il link, ho ascoltato il concerto del primo maggio della Berliner Philarmoniker. Concerto che doveva essere tenuto a Tel Aviv e che invece è stato eseguito alla Filarmonica di Berlino, in ranghi ridotti per mantenere le distanze e di fronte a una sala completamente vuota. Hanno suonato Arvo Part, Gyorgy Ligeti, Samule Barber e infine un adattamento per archi della quarta sinfonia di Gustav Mahler. È stato bellissimo, è stato commovente, è stato strano, è stato unico.

Ve l’ho detto molte altre volte che la musica è capace di arrivare dove non arrivano le parole. E ve lo dice una che ama le parole, sul serio e sempre. Ma l’anima, che è un luogo complicato e poco conosciuto e sorprendente, l’anima spesso non ha parole e si apre e ascolta altri suoni, che poi risuonano e producono effetti, anche quelli spesso non traducibili in parole. E la musica ha una sorta di corsia preferenziale, di via diretta all’anima, senza deviazioni e senza possibilità di fraintendimento. Quello che si sente è altrettanto chiaro quanto inesprimibile. Ma l’importante è sentirlo.

Non smetterò mai di essere grata ai musicisti, tutti, a mio padre che mi ha fatto conoscere la musica classica fin da piccola, agli amici e ai compagni che hanno alimentato la mia passione e la mia ricerca, alle radio che gratuitamente mi accompagnano e mi istruiscono. Un giorno torneremo nelle sale da concerto, e sarà ancora bellissimo.

Buona serata

Anna da Re

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