#iorestoacasa giorno 61. La lezione delle piante

Da quando il tempo è bello, dopo pranzo vado a bere il caffè sul terrazzo. Mi metto gli occhiali e guardo le piante nei particolari, per vedere se stanno bene, se i pidocchi sono stati debellati definitivamente, se non sono arrivati altri parassiti, e per vedere i progressi della fioritura o della crescita. Che questa è la loro stagione, e per la prima volta nella mia vita la posso osservare passo passo.

È una meraviglia.

Sia nel senso che è bellissimo vederle fiorire o crescere, sia nel senso che è sorprendente. Si, lo sappiamo tutti che le piante fioriscono in primavera. Ma vedere i cambiamenti giorno dopo giorno, questo lo fanno i giardinieri. O come diceva mia mamma, le persone che non hanno nulla da fare. Quando le dicevo che non avevo proprio il pollice verde, che mi sopravvivevano solo quelle piante che se la sarebbero cavata anche in condizioni estreme, e ammiravo le sue, di piante, lei mi diceva non è vero, è solo che io sono a casa e non ho nulla da fare e tu lavori e sei sempre fuori ed è giusto così, verrà il momento che starai a casa anche tu e vedrai. Le piante bisogna guardarle, e parlarci, che ci sentono e ci rispondono.

E come aveva ragione. Non credo che si sarebbe immaginata un restare a casa come questo, ma non importa. La verità è che le piante ora le guardo e ci parlo, e i risultati sono sorprendenti.

Ho fatto persino un esperimento: avevo due vasi da cui avevo tolto dei gerani morti, e volevo fare come la mia amica Maddalena, che ha lasciato che il vento portasse i semi che voleva e che i vasi del balcone diventassero come piccoli prati. Solo che evidentemente la terra era secca e poco invitante, così ho tagliato dei rametti da un’altra pianta ignota ma che si era da sola trovata un posto stabile in un altro vaso, dicendomi i gerani vengono per talea, magari vale anche per questa pianta. E vale eccome. C’è voluto un po’ e all’inzio i rametti sembravano vivere per non morire, poi si sono ambientati, hanno cominciato a crescere e tra un po’ fioriranno. E altri semini stanno sistemandosi nella terra diventata accogliente. Oltre al fatto che, per ogni rametto tagliato ne sono spuntati due o tre.

Esattamente come nell’ortensia, dove dalle foglie sacrificate per i parassati stanno nascendo nuove foglie, due dove ce ne stava una in genere. E dulcis in fundo, in un altro vaso dove sembrava ci fosse solo terra, ho trasferito un vasetto di salvia; dopo pochi giorni ho visto che di lato spuntavano delle foglie… credo che sia una begonia! Che appunto pensavo defunta e invece guardatela nella foto, e vi dirò di più, ce n’erano due!

ortensia 3

E certo se questo post lo legge un giardiniere o qualcuno che ha un giardino pensa che è il trionfo dell’ovvietà. Ma per me è come imparare a camminare per un bambino: l’hanno fatto tutti e lo faranno tutti, ma vuoi mettere la meraviglia di quando lo fai tu, per la prima volta? E quando si dice la cura, la protezione, il rispetto, il lasciare che ognuno segua i suoi tempi, forse che queste piante non me lo stanno insegnando, ogni giorno e ogni minuto? E gliene sono grata, davvero!

Ecco, dalla vostra neofita giardiniera di balcone è tutto.

Buona giornata!

Anna  da Re

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