Non siamo (o forse io non sono) più abituati a usare la memoria

Ieri sera ascoltavo Radio 3 Suite, come faccio spesso. Mi piace tantissimo non solo la musica che trasmettono, ma anche i libri, le mostre, il teatro, le varie cose di cui parlano.

Ieri è stata una serata particolarmente piacevole, con due sinfonie di Beethoven in diretta da Torino, un’intervista su un libro che racconta la vita di Cesare Negri, maestro di danza, e poi una cosa che ho trovato interessantissima ma di cui ho perso l’inizio e quindi non riesco più a ricostruirla. Forse si trattava degli archivi della Rai, da cui ogni tanto viene fatto un ripescaggio (e sono sempre cose meravigliose). Era una piece teatrale o un dialogo teatrale, con Hector Berlioz tra i protagonisti, sulla claque e “i professionisti dell’entusiasmo”. Oltre a essere arguta, recitata a perfezione, intrigante e sorprendente, apriva una porta sul mondo del teatro, gli impresari che portavano le claque agli spettacoli, l’importanza di avere qualcuno che, al momento opportuno, lanciava un mazzetto di fiori all’artista, sveniva dall’emozione, batteva le mani con trasporto oppure addirittura fischiava per riportare l’attenzione su un protagonista troppo sempre bravo. Un processo studiatissimo e molto efficace, ovviamente qualche volta a discapito della vera qualità.

Allora viene da dire che gli influencer di adesso, quelli per cui ci scandalizziamo che facciano vendere una cosa che non vale nulla, sono un fenomeno non così nuovo. Si direbbe che noi umani ci abbiamo sempre provato, ad avere successo, a far funzionare quello che facciamo, e che siamo sempre stati abbastanza disposti a tutto per questo scopo. E pure che ci siamo ingegnati mica male, perché non vi saprei riportare il meccanismo di ingaggio della claque come è stata raccontata ieri, ma vi posso assicurare che era estremamente complesso e sofisticato. Mirabile mi verrebbe da dire.

E cosa c’entra la memoria? C’entra che come state leggendo, senza l’appoggio di internet e di informazioni trovate in rete su quello che vi sto raccontando, vado a memoria e mi rendo conto di avere un sacco di buchi. Anche perchè mentre ascolto la radio spesso lavoro a maglia, e ieri sera, proprio nel momento in cui veniva introdotto il tema delle professioni dell’entusiasmo, ero arrivata allo scavo e dovevo contare i punti… e insomma non stavo a sentire!

Se magari qualcuno di voi era all’ascolto, fatemelo sapere!

Intanto buona giornata e buon weekend

Anna da Re

2 risposte a "Non siamo (o forse io non sono) più abituati a usare la memoria"

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  1. Mi permetto anche di segnalare la trasmissione televisiva, andata in onda su RAI 5, in prima serata – in ora che, per noi più anziani, un tempo, era considerata da seconda serata o quasi – ieri, giovedì 17 settembre 2020. Trattasi dei sei Concerti Brandeburghesi – rectius, Concerts avec plusieurs instruments – di Johann Sebastian Bach, BWV da 1046 a 1051, nell’esecuzione del Concentus Musicus Wien, orfano del fondatore e Direttore Nikolaus Harnoncour e diretto da Stephan Gottfried. Esecuzione magistrale, con la piacevole aggiunta di una presentazione di ogni singolo Concerto, presentazione che, pur non addentrandosi più di tanto nei dettagli armonici e contrappuntistici, era proposta con l’audio originale in Tedesco, comprensibile anche a chi abbia poca o punta dimestichezza come il sottoscritto, e sottotitoli in Italiano, senza la mala pratica del doppiaggio.

    Il comunicato stampa RAI recita:

    Sono considerati uno dei più alti esperimenti di scrittura strumentale mai realizzati i sei Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, che Rai Cultura propone giovedì 17 settembre alle 21:15 su RAI 5. La varietà di soluzioni creative che va dal contrappunto alla linearità di stampo vocale, senza dimenticare la lezione di compositori Italiani come Corelli e Vivaldi, fanno delle sei pagine un vertice assoluto nella musica del Settecento. A interpretarli è chiamato il Concentus Musicus Wien, con la direzione di Stephan Gottfried, impegnato anche al Clavicembalo. Il concerto è stato registrato alla Helmut List Halle di Graz nell’ambito dell’edizione 2019 del festival Styriarte Klangwolke.

    Il tutto è riascoltabile all’indirizzo:

    https://www.raiplay.it/video/2020/09/JS-Bach-Concerti-Brandeburghesi-a9fea9fd-6729-4bae-8fd5-892218bba752.html

    Le partiture sono scaricabili seguendo i collegamenti presentati all’indirizzo:

    https://imslp.org/wiki/Brandenburg_Concertos,_BWV_1046-51_(Bach,_Johann_Sebastian)

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