Il tempo di mezzo è diventato il nostro tempo

Quando era arrivato il primo lockdown avevo tenuto un diario, che avevo chiamato diario del tempo di mezzo. Dopo non molto è stato palese che non si trattava di un vero tempo di mezzo ma solo di un tempo diverso, a cui forse si poteva attribuire un inizio certo, ma di sicuro non una fine.

E ora che siamo entrati in una sorta di nuovo lockdown, seppure parziale (almeno per ora), davvero non si può parlare di un tempo di mezzo. Neppure di un tempo di mezzo. Si tratta del tempo che abbiamo, semplicemente.

E di come lo useremo. Oggi è una giornata di pioggia battente, di pochissima luce, di quell’aspetto dell’autunno che ce lo rende antipatico. Leggere oggi le notizie delle nostre prossime limitazioni è triste, diciamocelo. Poi come sempre troveremo un modo, troveremo il buono, ci riorganizzeremo, ci reinventeremo, ce la faremo. Ma sul momento, qui e ora, ne faremmo volentieri a meno. In un certo senso eravamo stati avvisati. Ma se gente prima di noi ha creduto alla “guerra lampo”, come minimo noi abbiamo creduto che la seconda ondata alla fine non ci sarebbe stata. E ora che eccola qua, qualcuno si arrabbia, qualcuno non si capacita, qualcuno cerca il capro espiatorio, qualcuno aveva previsto tutto.

Io non avevo previsto niente. Vi posso solo dire che il blog resterà qui, fedele a se stesso e alla sua presenza, non credo ci sarà un diario con i giorni contati ma lo sforzo di stare in piedi e reggere l’urto, quello ci sarà.

E tanto per cominciare ma restare in tema, io sfrutterò i libri. Che sono certa resisteranno al Covid come hanno resistito a molto peggio. Che mi fanno compagnia ma mi aprono anche, ogni tanto, delle intuizioni, degli sprazzi di comprensione, delle illluminazioni. E soprattutto che mi danno le parole.

Parole necessarie per questo blog ma necessarie per tutto. Senza le parole giuste non ce la si può fare. Magari non ce la si può fare neppure con le parole giuste, e succede, per carità. Ci sono casi in cui non ce la si può fare punto. Ma intanto usiamo le parole, impariamone di nuovo, affiniamole, combiniamole in modo nuovo. Magari ci distrae soltanto. Ma vi pare poco!

Buona serata, a domani

Anna da Re

2 risposte a "Il tempo di mezzo è diventato il nostro tempo"

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