#pandemia fase 2. Di conigli e altre definizioni

Mia mamma era una signora di una volta. Di quelle che non dicevano parolacce, neanche se furibonde, e che cercavano nel nostro grandissimo vocabolario (che sicuramente lei padroneggiava molto bene) il modo per definire le cose e le persone.

Non era l’unica, era una cosa normale ai suoi tempi e che lei aveva conservato. Più ci penso e più non solo la apprezzo, ma ne scopro la creatività e la ricchezza.

Vi faccio un esempio, che mi è venuto in mente oggi a proposito di una vicenda (che non vi racconto, state tranquilli). O meglio di una serie di comportamenti, messi in atto da un signore, da un uomo. Che noi contemporanei, pure signore e pure chic after fifty, avremmo definito “s….o”. Una definizione generica e insignificante, che nulla evoca e che non dà nemmeno più la soddisfazione che provavamo da bambini a usare le parole proibite. Mia mamma avrebbe detto che era un coniglio.

Pensate a che bella immagine. I conigli, animaletti che ci piacciono un sacco. Li vedevo la sera quando uscivo dall’ufficio, tardi e con nessuno in giro, uscivano dai loro nascondigli e correvano per il prato, sempre guardinghi, sempre sostanzialmente impauriti e pronti a scappare di fronte al pericolo. Fanno tenerezza ma nessuno se li prenderebbe a fare da guardia alla propria casa o al proprio portafoglio.

Ecco, ci sono persone che sono conigli. Non è che te la puoi prendere troppo con loro, perché gli leggi negli occhi che quello che non hanno fatto o non fanno è per paura e non per cattiveria. Paura della propria ombra e di chiunque e di qualunque cosa. Paura connaturata, che per correggerla dovesti impegnarti tanto ed essere diverso, insomma non essere un coniglio.

E c’è un effetto collaterale che mi piace, in questo genere di definizioni. Che sono accoglienti, ammettono l’esistenza di qualcuno e qualcosa di diverso, che esiste in natura e quindi ha diritto di occupare il mondo tanto quanto noi. Sono definizioni che lasciano spazio alla gentilezza, alla faticosa convivenza con il resto del mondo.

Buona giornata!

Anna da Re

2 risposte a "#pandemia fase 2. Di conigli e altre definizioni"

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