#pandemia fase 2. Le insidie quotidiane

Il prossimo Natale, continuiamo tutti a ripetere, sarà diverso. Come se gli altri fossero stati tutti uguali. Come se tutto non fosse in continuo movimento.

Per certi aspetti sì, non ci saranno le grandi riunioni famigliari, non ci saranno le cene, gli aperitivi, gli incontri vediamoci almeno prima di Natale, che sembrava che a Natale finisse il mondo e che dopo chissà cosa sarebbe successo. Non ci saranno i viaggi.

Ci saranno comunque delle vacanze, che come tutti gli anni io aspetto come la manna dal cielo, perché nel mio lavoro i mesi da settembre a dicembre sono stracolmi di lavoro e il cervello raggiunge e oltrepassa il punto di fusione. E alla fine, credo stiamo scoprendo tutti che il non lavorare è il pezzo fondamentale della vacanza. Come dice la parola stessa, peraltro. Il resto, quello che si fa quando non si lavora, è accessorio.

E c’è la corsa alle scadenze, all’anticiparsi sull’inizio del nuovo anno, al portarsi avanti perché per due settimane non saremo sempre connessi, sempre pronti, sempre attenti, sempre operosi, sempre sul pezzo. Non c’è pandemia che lenisca l’ansia del “non mi risponderanno alle email per due settimane”.

Del resto, la pandemia è insidiosa. Perché non c’è soltanto il rischio di ammalarsi di Covid 19. Non ci sono soltanto le limitazioni della zona rossa o arancione o gialla. Non c’è solo la mascherina e chi pensa che sia lesiva della propria libertà. Non c’è solo quel pezzo di economia e di attività che si reggeva sulla presenza di più persone contemporaneamente in uno spazio limitato. Non c’è solo la scuola.

C’è il quotidiano. La vita che continua. Che non è quella di prima ma è pur sempre fatta di lavoro, di incombenze, di impegni, di cose spiacevoli e piacevoli, di incontri di occhi e sorrisi con gli occhi, di scambi, di coesistenze.

Ma il quotidiano accusa la stanchezza. Stanchezze diverse per persone diverse, ma pur sempre stanchezze. Che presto diventano irritazione, insofferenza, disagio.

Bisogna stare attenti, a questi effetti collaterali che si insinuano silenziosi e malefici. Non molto più visibili del virus, ma contro i quali non esistono vaccini.

Esistiamo solo noi che cerchiamo di conservare, nella fatica del periodo, nelle difficoltà che ci accompagneranno ancora per un bel po’, la nostra umanità.

Occorre provarci seriamente, perché non è facile. Ma sono sicura che possiamo riuscirci

Buona serata

Anna da Re

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