#pandemia fase 2. Fashion blog o solo blog?

In principio era un fashion blog.

Già. Sembrano passati secoli e invece sono cinque anni scarsi. Continuo a seguire alcuni account di moda, continuo a ricevere delle newsletter e ogni tanto mi incuriosisco su qualche stile, qualche novità. Continuo a comprare le riviste di moda, ogni tanto, le sfoglio, le conservo. Continuo a vestirmi, e non ho mai avuto la tentazione di restare in tuta o peggio in pigiama dalla mattina alla sera. Avrei anche voglia di comprami qualcosa, ma in questa breve fase di apertura di tutto mi scoraggiava la folla. Ora cominceranno i saldi, forse mi prenderò una mattina in mezzo alla settimana per andare a fare un giro, rigorosamente all’interno del comune.

Ma è come se per me la magia della moda si fosse spenta. E non c’è verso di riaccenderla.

Mi piace ancora guardare i bei vestiti, le vetrine, le signore che si sono conservate belle nonostante l’età (qui ringrazio Countrycornerconsciousluxury da cui ho rubato le foto). Mi piacciono soprattutto le persone che hanno un loro stile, come mi piacciono le belle case, come mi piace la bella musica, i bei libri, i bei quadri, i bei paesaggi. La bellezza mi è sempre più necessaria, ma la moda e la bellezza già non erano troppo legate prima, ora mi sembra lo siano ancora meno. Direte voi, non è che si possa passare attraverso una pandemia (che poi non ci siamo mica ancora passati, ci siamo ancora in mezzo) senza conseguenze. E infatti. E non è che si può cambiare modo di vivere senza cambiare il modo di vestire. Che il vestire sia un puro proteggersi dall’esterno o esprimere qualcosa di sé, che il cambiamento sia una scelta deliberata o una conseguenza di qualche evento capitato nel nostro mondo, le conseguenze ci sono eccome. Mi ricordo che mia mamma, che dopo i figli ha rinunciato alla carriera e ha fatto la mamma e la casalinga obtorto collo, diceva che per lavoro io stavo “in vetrina”; e le piaceva che comprassi dei vestiti, che cercassi e trovassi il mio stile, che ci fosse cura e estro nel mio abbigliamento. Chissà cosa direbbe ora, penso a volte, che il lavoro è diventato una cosa casalinga e che le vetrine hanno spento le luci e che nessuno sa che cosa il mondo diventerà.

Intanto mi vesto con pullover a collo alto e pantaloni semplici, nei miei colori di sempre, grigio, nero, blu, tantissimo blu. E una concessione al bianco, un nuovo pullover che mi sono fatta e che devo solo stirare prima di poterlo indossare. Magari mi ci farò un selfie.

Intanto io non so più scrivere di moda e quando leggo sulla mia home page “il fashion blog di Anna da Re”, mi chiedo se dovrei togliere quel fashion e riconoscere anche pubblicamente che per il momento è solo “il blog di Anna da Re”.

Voi che ne dite?

Vi lascio a un buon weekend con questa domanda

Anna da Re

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