#pandemia fase 2. Mi sa che ci siamo montati la testa

Quand’è che abbiamo cominciato a pensare di essere più importanti degli altri? Quand’è esattamente che ci siamo montati la testa per cui siamo capaci solo di pretendere e neanche più di chiedere?

Incolpiamo i social, dai. Che in un certo senso è vero. È vero che prima dei social il consumatore, anche se sulla carta aveva sempre ragione, in realtà doveva prendere quel che c’era, e aveva dei lamenti o delle proteste, pure sacrosanti, doveva sperare che un giornale, o addirittura un avvocato, gli disse voce. Ed è vero che i social ci hanno illuso di poter far sentire la nostra voce, per quanto piccoli fossimo, per quanto comuni, per quanto semplici. Ho scritto illuso perché potevamo capirlo, che anche sui social si sarebbe dovuto attrezzarsi, ingegnarsi, magari pure urlare e diventare prepotenti, per farsi sentire nei luoghi delle decisioni, nelle cabine di regia, nelle scrivanie delle aziende. Però ci abbiamo creduto e per un po’ ci hanno creduto anche le aziende e i politici, che si preoccupavano seriamente di quello che veniva detto sui social.

Poi è passato del tempo, le cose si sono assestate, si è visto che anche i peggiori flame svaniscono, che quello che succede in rete ha un vero peso solo se corrisponde a qualcosa che succede nella realtà.

E allora siamo tornati ad essere piccoli, comuni, tanti. A parte qualcuno che si è fatto davvero grande, ed evidentemente aveva le doti e i motivi per diventarlo. Gli altri sono ritornati ad essere quello che erano, individui importanti ciascuno singolarmente, importanti per se stessi e per chi gli sta intorno, importanti nel grande schema della storia del mondo, ma non tanto importanti per un’azienda, per un commerciante, per un politico.

Solo che nel frattempo alcuni di noi si sono montati la testa. Hanno pensato di essere non solo importanti, che va benissimo, ma più importanti degli altri.

Che assomiglia proprio a quel punto, nella Fattoria degli animali di George Orwell, citato e stracitato, in cui avendo deciso che “alcuni sono più uguali degli altri”, tutto comincia a andare a catafascio. Figuratevi con un “io sono più importante degli altri” che bella prospettiva ci troviamo davanti.

Insomma i social ci aiutano per diversi aspetti, la rete ci è servita durante il lockdown e ci sta servendo anche durante questa nuova, lunga fase 2 della pandemia. Ma ritorniamo con i piedi per terra. Abbiamo davvero esagerato e l’indigestione si sta facendo sentire. Siamo importanti, ognuno a modo suo e nel suo piccolo. Ma nessuno è più importante degli altri, o se lo è lo è per meriti conclamati, e solo nell’ambito di quei meriti. Un grande scienziato è superiore agli altri nella scienza. Un grande sportivo è superiore agli altri nello sport. Fuori da quegli ambiti di merito specifici, abbiamo tutti la stessa importanza.

Ci siamo montati la testa. Ma ora torniamo ai posti di combattimento. Basta pretese. Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare, che il mondo ha un gran bisogno di gente che si dà da fare e non di gente che strilla perché la sua protesta sui social non è stata ascoltata.

Ed ecco, per oggi la predichetta è arrivata. Buona serata!

Anna da Re

2 risposte a "#pandemia fase 2. Mi sa che ci siamo montati la testa"

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