#pandemia zona rossa. Lo stile ovvero come vestirsi sempre allo stesso modo

Dai, un post da fashion blogger ogni tanto ci vuole.

Quando facevo l’università avevo pochi vestiti, che mi piacevano molto. Avevo dei jeans e dei jeans di velluto, delle magliette e dei pullover, qualcuno fatto a mano (ai tempi quasi sempre fatto dalla mamma, oppure fatto da me ma completato da lei) e qualcuno rubato dal cassetto di mio padre. Portavo le Clark, i Camperos, le espadrillas, a seconda delle stagioni. Vestirsi era una cosa semplice che non richiedeva altro che assicurarsi che le cose fossero pulite. Non c’era neanche molto bisogno di stirare, visto il genere di capi che avevo scelto.

Non era una divisa solo mia. Eravamo in molti ad aver scelto quel minimalismo, in un mix di ragioni ideologiche ed economiche.

Ora guardando la foto di stamattina, quel selfie che fino a prima della pandemia mi facevo tutti i giorni prima di uscire e che ora che me lo potrei fare non ho più voglia di farmi, guardando questa foto rivedo l’Anna di allora. Certo non avevo i capelli grigi, e non ero neppure in grado di lisciarmeli (non c’era l’Air Wrap della Dyson tanto per cominciare). Ma lo stile è rimasto lo stesso. I jeans di velluto. Il maglione di mio padre (lo è sul serio, è l’ultimo che mi è rimasto e lo centellino). Le collane fatte di due braccialetti messi insieme, e un anello come ciondolo. Non ho le scarpe perché sto a casa, ma avrei messo i Blundstone. Che ai tempi non c’erano, ma se ci fossero stati sono sicura che avrei risparmiato per averli.

A ennesima riprova che pur attraverso i mille cambiamenti, le traversie, le ricerche, le bellezze e le fortune, restiamo abbastanza quello che eravamo: da giovani, appena affacciati alla vita, goffi e incerti, da grandi, ancora affacciati alla vita che resta, con un piccolo bagaglio di certezze personali sempre discutibili.

E se l’autenticità è stata voluta e cercata e perseguita, avremo un nostro stile. Che è per definizione qualcosa di personale e inimitabile. In cui ci sentiamo a nostro agio, che ci rispecchia e parla delle nostre scelte.

Buona giornata!

Anna da Re

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