Aspettative e more of the same. A proposito di Carmen Korn

Succede così, succede un po’ a tutti, che se un autore, un musicista, un pittore ti piace vorresti che continuasse a piacerti con più o meno le stesse cose. Il cambiamento, da qualsiasi parte arrivi, ci turba, ci richiede fatica. More of the same sembra un’opzione più facile, più accessibile.

Succede con gli scrittori, o meglio con i libri. Ora è vero che c’è chi dice che ogni scrittore scrive sempre lo stesso libro. Però in realtà gli scrittori non cercano di scrivere sempre la stessa cosa. Si annoierebbero pure loro, poveretti. Però poi c’è il mercato, che chiede a gran voce more of the same. Se l’abbiamo venduto l’anno scorso, lo venderemo anche quest’anno. Che poi non è vero, ma in qualche caso sì e comunque è più facile.

E tutta questa premessa perché, vi chiederete?

Perchè ho comprato il libro di Carmen Korn, di cui avevo letto la trilogia Figlie di una nuova era, È tempo di ricominciare e Aria di novità e mi sono venute in mente queste cose. Voglio dire, alla signora Korn non so se l’editore ha chiesto fammi una nuova trilogia o almeno una duologia che la prima è andata tanto bene e vedrai che va alla grande la seconda. Oppure se è stata lei la signora Korn a voler scrivere una storia che non è proprio il seguito della trilogia ma la segue come scelta temporale e ha pure qualche personaggio che ricompare. Però insomma questo more of the same che ho da poco finito di leggere mi ha lasciato un po’ così.

È una lettura piacevole, per carità, e non si fa nessuna fatica ad arrivare alla fine. Ci sono dentro tanti personaggi a cui ci si affeziona. C’è quella semplicità di racconto che ti fa sembrare di essere lì. C’è quella commistione tra grande storia, Storia con la S maiuscola, e piccole storie quotidiane di vita vissuta. E forse è proprio qui che casca l’asino. Perché mentre nella trilogia, soprattutto nel primo volume, tutte e due le storie erano nitide, chiare e presenti e si intrecciavano come effettivamente fanno nella realtà, sporcandosi, facendo danni e bruttezze e pure orrori, ora non lo sono più. Ora la storia dei grandi avvenimenti, e siamo nel dopoguerra e nella ricostruzione e nella guerra fredda e nella divisione delle due Germanie e insomma un periodo pieno strabordante, ora questa Storia maiuscola è un po’ in sottofondo. Forse si avvicina di più alla contemporaneità e quindi diventa più difficile raccontarla, darle delle parole e delle voci. Però io ne ho sentito l’assenza e il libro alla fine mi è sembrato un po’ monco, un po’ manchevole.

Così ho pensato magari la prossima volta la signora Korn scrive qualcosa di completamente diverso. Alla fine, anche se pure io mi affeziono ai libri e alle storie e ai personaggi, penso che uno scrittore debba prendersi la libertà di fare quello che gli pare, e se ne debba un po’ infischiare dei lettori.

Che ne dite?

Buona serata

Anna da Re

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