L’oroscopo di Rob Brezsny, i diari di Pieve Santo Stefano e sì, i blog

Ascoltavo Radio 3 Suite l’altra sera, come spesso faccio la sera. Stavo finendo il dietro di un maglione per una mia amica, un bel pullover blu lavorato con dei ferri abbastanza grossi, 6 fili sottili e morbidi, un piacere. Di solito trasmettono dei concerti, delle opere, cose sempre bellissime.

L’altra sera invece c’era la diretta del Premio Pieve Saverio Tutino, dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Lì sono raccolte migliaia di diari, migliaia di vite, un patrimonio di racconti ma anche di informazioni e notizie di prima mano, vere, autentiche, parziali come tutte le informazioni e le notizie lo sono, nella nostra esperienza di esseri umani. Ho pensato chissà perché io che scrivo tanto e con piacere, con necessità e utilità qualche volta, chissà perché non ho mai tenuto un diario. Neanche da ragazzina, sapete quei diari con il lucchetto, i cuoricini, i gattini. Non sono mai stata tipo da cuoricini e gattini, certo, e nemmeno da diario. Ho tanti quaderni dove ho scritto di tutto, non li ho mai ordinati e non so se lo farò mai. L’unica cosa simile a un diario è questo blog, soprattutto dopo che, come vi ho detto fino allo sfinimento, scrivere di moda ha cominciato a sembrarmi inopportuno se non offensivo. Continua a sembrarmi così, lo notavo proprio oggi che ci sono delle sfilate e che Facebook mi ricorda le occasioni in cui ho partecipato anch’io, da spettatrice scettica.

Immagino che anche chi scrive un diario alle volte non sappia cosa scrivere. Non perché non abbia nulla da dire, non perché ci sia un vuoto, anzi semmai un troppo pieno che non trova forma. Ci sono quelle giornate così, un po’ storte e un po’ faticose, in cui non si trova il bandolo, o il focus, o tutti e due. Alle volte evito di scrivere, in queste situazioni. In fondo non è mica obbligatorio scrivere un post al giorno. WordPress tende a punire le assenze prolungate, questo sì. E so già che domani non scriverò perché sono via. Quindi ho fatto una cosa che non facevo da tempo: consultare l’oroscopo di Rob Brezsny su Internazionale. In fondo da domani è il mese del mio segno zodiacale, e se non altro il loro disegno della Bilancia mi fa sempre sorridere.

Ecco dunque che cosa ho trovato nel mio oroscopo di settembre:

1) La speranza è più paziente della disperazione e quindi le sopravvive. 2) I miracoli sono creature orgogliose che non si rivelano a chi non crede. 3) Un buon ascoltatore è chi ci aiuta a origliare noi stessi. 4) Una definizione di successo potrebbe essere affinare i nostri appetiti mentre approfondiamo la nostra fame. 5) Con enigmatica chiarezza, la vita ci dà una risposta diversa ogni volta che le facciamo la stessa domanda. 6) La tentazione è un seme che ci è proibito annaffiare, bagnato dalla pioggia.

Sono 6 piccole ovvietà, così ovvie che uno dice aspetta che ci penso un attimo. Pensandoci un po’ di verità si trova per forza. Vogliamo parlare dell'”enigmatica chiarezza”? Dell'”origliare se stessi”? Sarà anche un computer che genera queste frasi, come si maligna in giro, ma chi l’ha programmato l’ha fatto in modo interessante.

Dunque meditate, gente, scrivete dei diari e smettete di fare alla vita la stessa domanda!

Buona giornata e buon weekend

Anna da Re

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