Alle volte c’è un argomento, in un giorno, che urge e si fa raccontare o discutere.
Altre volte c’è un desiderio di privatezza e di silenzio.
Altre ancora c’è bisogno di riaprire il canale di comunicazione, di tornare alla routine di un post al giorno, o almeno a una certa frequenza.
Dopo parecchi mesi mia sorella è tornata negli Stati Uniti (è un viaggio, in realtà). È partita contenta, e questo è bello.
Nonostante abitassimo a una certa distanza (di sicurezza?) e ognuna avesse i suoi impegni, è diverso pensare che sia di nuovo di là dall’oceano. Dove è stata per la maggior parte della sua vita. Dove una parte di lei si trova più a casa che qua.
La geografia è il destino, diceva Abraham Verghese al Salone del Libro. Il posto dove ti capita di nascere dà forma alla tua vita. Quando ci resti e anche quando non ti piace, e decidi di andartene. O forse no. Forse il destino esiste solo nei romanzi, quando la vita si guarda da fuori, da lontano, da dopo.
Chissà.
Intanto begli impegni, buone letture e un principio di estate che richiede il cambio del guardaroba, sono il mio destino di ora. Sono fortunata.







Lascia un commento