Mi hanno rubato il telefono. Mentre tornavo dalla Sardegna, sulla nave. La nave è stata evidentemente costruita ben prima che tutti avessimo almeno un device da caricare, per cui nella sala delle poltrone, a fronte di 200 posti a sedere, i punti di carica sono 7 o 8. Se ti capita un posto lontano da quella spina cruciale, tocca aspettare che si liberi, e magari succede alle 3 di notte. Come è successo a me, che ignara degli sciacalli nascosti tra le poltrone, ho messo il telefono in carica e mi sono addormentata.
Questione di un’oretta, poco più. Un’oretta fatale.
E se vi dicono che il problema sono i dati, o le vostre foto, o la vostra vita contenuta nel cellulare, non credetegli.
Il problema è il modo in cui è organizzato il mondo. Il telefono è il device dove passano tutti i controlli di sicurezza di qualunque operazione facciate online. Quindi se non avete il telefono non potete fare nulla. Farete fatica anche a comprare un telefono nuovo, perché non avrete il cedolino che attesta la vostra solvibilità, se mai voleste prenderlo a rate. Non entrerete nell’home banking, nel portale del Bancomat e della carta di credito.
Se avete un computer, sincronizzato con il telefono, tutto sommato vi salvate. Whatsapp funziona dal computer, e anche i messaggi, incredibilmente.
Ma la sfiga che ci vede benissimo, nel mio caso mi ha teso un altro tranello. Appena arrivata a Monza sono andata a fare la denuncia ai Carabinieri, poi con la denuncia sono andata al negozio Fastweb per far riattivare la Sim. Ci vuole un’oretta, in genere. Ma qualcuno ha sbagliato a fare un clic di meno (o di più) e la riattivazione è stata bloccata. Se avessi aspettato il negozio sarei ancora qui con la Sim bloccata. Invece ho chiamato il servizio clienti, che ha attivato la procedura di sblocco: 5 giorni lavorativi. Sì, avete letto bene. Un’operazione da 30 secondi che per degli standard non meglio identificati diventa lunga 5 giorni.
Così ho fatto la somma, dalla notte del 5 agosto al 17 agosto, saranno 12 giorni senza telefono. Cos’altro posso fare se non tenere un diario e raccontarvi come si sta senza il cellulare? Però ho cominciato in ritardo, e così il diario di oggi comprende quelli dei giorni precedenti, sommariamente. Avrò modo di raccontarvi i dettagli più avanti.
Intanto buona serata
Anna da Re







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