Oggi piove. E ho cominciato dalle scarpe. Questi mocassini che mi piacciono molto e non metto quasi mai. Ci ho applicato un po' di creatività, ed ecco il risultato… che mi soddisfa!

Un altro giorno di pioggia. Un altro #selfieinthekitchen con la luce gialla… ho provato a fare la foto con solo la luce naturale, ma non funzionava. Chissà quando avreò il tempo di cercare una lampada adeguata che risolva il problema!

 

E comunque non vi preoccupate, me la cavo con quello che ho!

Ieri leggevo il  The Guardian (sono abbonata alla versione per iPad), che è il mio quotidiano preferito, e c'era un articolo sull'importanza di tenere un diario, su quanto è utile, e quanto poi è intereressante leggerlo a distanza di tempo, diciamo fra 10 anni. Mi sono subito sentita in colpa per non scrivere un diario. Ma poi ho pensato, beh, se non l'ho tenuto nei cinquanta anni che sono passati, forse non è proprio il mio genere,  my cup of tea. E subito dopo ho pensato, beh ma il blog è un diario. Tutti i blog sono dei diari. E il mio è pure illustrato!

 

Stamattina mi sono vestita cominciando dalle scarpe. Ho questi mocassini che mi piacciono moltissimo ma che uso molto poco. In un certo senso sono troppo classici. Il classico è un po' noioso, non vi pare?

 

Cercando di essere creatvia, come dicevo ieri, ho pensato ad un classico che avesse della classe, con dei boyfriend jeans (Gap), non troppo larghi e non troppo consumati però, una T-shirt bianca (Zara) e un cardigan beige (Pennyblack). Nessun  gioiello a parte il solito orologio (ho passato tutta l'estate senza orologio da polso e ne ho sentito la mancanza ogni giorno, e un anello. DAto che piove ho anche messo un piccolo trench (quello che avevo a Torino per il Salone del libro.

E sono proprio soddisfatta…

 

Buona giornata!

Anna da Re

Una risposta a “Come essere classici e avere classe con i jeans. A Milano”

  1. Avatar Tetiana
    Tetiana

    E carina…

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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