Una giornata luminosa e un libro desiderato. Mi basta per essere felice. A Monza

Finalmente una giornata luminosa, dopo il grigio e la pioggia dei giorni scorsi. E poi la scoperta di poter leggere per lavoro un libro che avrei letto per il mio piacere. Sono piccole cose che mi fanno felice!

E’ una giornata luminosa, oggi, finalmente! Dopo giorni grigi e piovosi, è una vera gioia!

 

E certo, direte voi, il #selfieinthekitchen poteva anche essere meglio, non credi? E certo, avete anche ragione, se non fosse che non è che io possa aspettare che la giornata cominci pienamente e la luce si sviluppi in tutto il suo splendore… devo correre a prendere il treno per andare al lavoro!

 

E oggi era molto bello camminare per le solite strade ma con una luce diversa, e con la leggerezza che questa luce mi infonde. Avete visto la foto che ho postato su Facebook? Oltretutto mi stavo anticipando la lettura di un libro che avevo cominciato proprio ieri sera. E’ un libro pubblicato in America con un titolo meraviglioso: “When breath becomes air.” Ispirato a T.S. Eliot, fra l’altro, uno dei miei poeti preferiti. E’ stato scritto da Paul Kalanithi, un neurochirurgo che è morto di cancro a 37 anni. Un neurochirurgo che voleva anche fare lo scrittore. Ma non è il solito libro sick-lit, che si limita a raccontare una storia vera. E’ un libro libro, che racconta una storia che per caso è anche vera. Ha conquistato immediatamente i lettori americani e britannici. Ne avevo letto delle recensioni su alcuni giornali stranieri, e mi ero riproposta di comprarlo, ma poi avevo rimandato l’acquisto perché avevo troppe cose da leggere per lavoro. E poi l’editore per cui lavoro ha comprato i diritti e lo pubblicherà verso fine aprile. E allora leggere questo libro è diventato necessario…. una desideratissima necessità!

 

Sapete qual è il problema? Che è un libro commovente e che io sono una che sui libri piange e piange. Quindi magari leggerlo in treno non sarà possibile. Vedremo. Per il primo capitolo ero sul punto di piangere ma ho resistito. E’ vero che, quando sul secondo treno che ho preso ho incontrato la mia amica Domitilla, lei mi ha detto hai del mascara sotto l’occhio sinistro… ma io mi sono pulita e ho fatto finta di niente!

 

E come sono vestita per questa particolare circostanza?

 

Ho una gonna violetta (di Seventy, comprata alle bancarelle di Ancona) e un pullover grigio fatto a mano e sotto una T-shirt grigia a maniche lunghe di Zara. Le calze nere, spesse e un po’ lavorate, sono Philippe Matignon (qualità imbattibile, non mi stancherò mai di ripetervelo) e le scarpe sono dei mocassini di recente acquisto, una supersvendita monzese di cui sono molto soddisfatta! E mi sento molto #50chic e #chicafter50.

 

Buona giornata!

Anna da Re

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