Da Monza a Segrate con amore: il pendolare felice è quello che ha un bel libro da leggere.

Oggi #selfieinthekitchen tutta vestita, cappotto compreso. Perché il cappottino è nuovo e volevo farvelo vedere. E poi volevo farvi vedere anche la borsa, come mi ha chiesto qualcuno. Del resto le borse per noi donne sono fondamentali. E io le adoro

Lo sapevo che mi sarebbe piaciuto, fare la pendolare. Lo so che sembro pazza. Lo so che pensate che lo sia, pazza. M sono una lettrice, e il tempo degli spostamenti da pendolare è un tempo che posso dedicare alla lettura. Va beh, qualche volta devo lavorare. Qualche volta c’è un po’ troppa gente e non si riesce a leggere. Ma sono eccezioni. Il resto è davvero puro tempo di lettura. Un regalo!

 

Dite che è entusiasmo da neofiti? Che mi stancherò presto e che comincerò a lamentarmi dei ritardi e delle attese e del caldo quanto fa caldo e del freddo quando fa freddo? Può darsi. Tanto tutto resta scritto, nel blog, e quindi potremo anche fare delle verifiche. Per intanto è così!

Il libro “When breath becomes air” di Paul Kalanithi si sta rivelando all’altezza delle aspettative. E’ un’irresistibile storia di cosa vuol dire essere medico. Certo è anche la storia della sua vita. E pensavo, di sicuro se qualcuno mi dicesse che i miei giorni sono contati (non che i miei giorni non possano essere contati lo stesso, anche se nessuno me lo dice) vorrei provare a scrivere qualcosa. La mia versione dei fatti. Il mio lato della storia. La mia campana. Penso sia un desiderio naturale, un bisogno naturale. Lasciare qualcosa di scritto per i posteri. Certo Paul Kalanithi è uno scrittore,  cosa che non si può dire di tutti…

 

Ma torniamo alla moda, che questo è un fashion blog! Le mie speranze sull’arrivo della primavere sono state deluse. Ha nevicato molto in montagna, e qui in pianura fa un bel freddo. 1 grado, diceva il mio telefono stamattina, consultato sulla temperature. Così ho deciso di mettere un nuovo cappottino che ho comprato ai saldi: di un blu brillante, forma a uovo, proprio carino. E l’ho pagato una cifra ridicola. Così ridicola che non ho neanche il coraggio di dirvelo! L’ho preso da Promod, una catena francese che mi piaceva all’inizio, quando era arrivata in Italia, e che è tornata a piacermi recentemente. Hanno un negozio anche a Monza, non grande come quelli di Milano ma ok E ovviamente stanno già vendendo tutte le cose estive. Ma quando ci sono andata una decina di giorni fa avevano anche una zona saldi. E lì ho scovato il mio cappottino!

Vi piace?

 

Sotto mi sono messa dei pantaloni fantasia di Seventy, che avevo preso in Ancona, la giacca blu di Jigsaw e un pullover leggero di cachemire. Un bel po’ di strati! E mi tengo i piedi al caldo con i Blundstone!

Una noticina sulla borsa, che ho comprato a Volterra. Ero con la mia amica Patrizia, ho notato la borsa in un negozio e le ho detto no, non posso comprare la ventesima borsa… poi siamo ripassate dal negozio, e ho pensato che in realtà avevo proprio bisogno della ventesima borsa! E l’ho comprata. Non sembra una storia degna di un "I love shopping" di Sophie Kinsella?

 

Il #selfieinthekitchen è quel che è, perché la luce è quel che è, ma l’insieme è decisamente #50chic e #chicafter50.

 

Buona giornata!

Anna da Re

 

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