Dello stare offline, in montagna. Di musica, poesia e primavera. E vestiti. A Monza

Un week-end offline. Montagne e silenzio e fiori e neve. L'inizio di una molto attesa primavera. Oggi al lavoro, sapendo che stasera andrò al Conservatorio a Milano. Quante cose di cui essere grata!

Non so bene da dove cominciare, con questo post.

Sono stata in montagna, questo week-end, a camminare. Sono stata offline e mi sembra di essere nuova e di essere tornata da una lunga vacanza.
Quando ci siamo salutati, con il piccolo gruppo con cui ero via (gruppo compatto e piccolino e piacevolissimo, con un altrettanto piacevolissimo accompagnatore-guida), una ragazza mi ha fatto notare che ci eravamo conosciute solo la mattina prima… ma sembrava che fosse passato un sacco di tempo! Ed era proprio vero.

 

Stiamo stati in Val Codera, una valle isolata, sopra al lago di Como proprio alla fine del lago, in cui si arriva solo con un sentiero ripido. Il villaggio è ora quasi disabitato, ma fino agli anni cinquanta ci viveva una comunità che, oltre ad un’agricoltura di castagne e sostentamento, estraeva granito dalle montagne circostanti e lo lavorava. Era una vita dura, e infatti nel dopoguerra gli abitanti sono scesi a valle. Però hanno conservato le case e le hanno anche risistemate, e ci vanno d’estate e nei week-end di bel tempo. C’è un rifugio dove abbiamo mangiato e dormito.
C’è un’associazione che organizza delle attività ed ha a cuore la conservazione della storia e delle tradizioni.
C’erano fiori sbocciati e germogli sui rami degli alberi; ma appena un po’ più in alto c’era la neve. Inverno e primavera insieme.

E c’era una magia. Forse era il silenzio. Camminavo e sentivo il rumore dei passi, delle lucertole che andavano in cerca di sole, di alcuni uccelli in lontananza, dell’acqua che scorreva.

 

Ho deciso di chiudere il telefono e restare offline.

 

E sono contenta di averlo fatto. E penso che sia tra le ragioni che ha fatto sembrare quel tempo più lungo del reale (ma esiste il tempo reale? O non è reale solo il tempo che siamo consapevoli di vivere?)

 

E oggi è il primo giorno di primavera.
La giornata mondiale della poesia.
E stasera vado al Conservatorio al concerto di Andras Schiff ad ascoltare un po’ di  Haydn, Beethoven, Mozart and Schubert.

 

Quante cose per decidere come vestirsi!
Ho un paio di jeans scuri (DKNY) che ho comprato la scorsa estate in America (non vedo l’ora di tornarci!), una T-shirt a righe(H&M), un pulloverino di cachemire e una giacca di Germano Zama (comprata alle bancarelle di Ancona, dove andrò per Pasqua) e dei mocassini. #50chic, #chicafter50, comodo. E un buon match per la poesia di Walt Whitman, che è uno dei miei poeti preferiti. Siete d’accordo?

 

Vi auguro una bellissima primavera!
Anna da Re

 

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