Come indossare lo smoking. Per una serata al Teatro La Scala. A Milano

Un invito a La Scala all'ultimo minuto. Le prove generali de La fanciulla del West di Giacomo Puccini. Una bellissima messa in scena. Una bellissima musica. E una bellissima serata!
 

Ho ricevuto un invito all'ultimo minuto, per andare a vedere le prove generali La fanciulla del West di Giacomo Puccini a La Scala.
Potevo dire di no? Anche se era all'ultimo momento? No, non potevo.

 

Mi sono accorta recentemente che mi sto appassionando all'opera. Sono cresciuta ascoltando musica classica, grazie a mio padre, e passata a rock e pop dopo, quindi sono un po' avvantaggiata rispetto a quelli cresciuti a rock'n'roll, per i quali l'opera deve proprio essere marziana. Però in casa mia di opera non se ne ascoltava, e per noi contemporanei l'opera è comunque una cosa che bisogna imparare ad ascoltare.
Ultimamente, ascoltando molto la radio, e soprattutto Radio3, ho avuto occasione di ascoltare delle opere, e ho cominciato ad entrare nel genere e ad apprezzarlo sempre di più! Il mio orecchio si sta evolvendo. Continua ad apprezzare le sonorità che amava, ma ce ne sta aggiungendo delle altre. Che bello!

Senza contare che ho sempre amato la messa in scena, dell'opera, la teatralità, i costumi, il dramma.
E amo moltissimo La Scala. E' un posto speciale, davvero.

 

Non avevo mai visto La fanciulla del West. Non sapevo neanche bene di cosa parlasse.
Per cui tutto era nuovo e anche sorprendentemente moderno. Ambientato in un west "nudo e crudo" ma anche vicino al nostro immaginario tratto dai film, durante la corsa all'oro, mette in scena moltissimi uomini e una sola donna, Minnie, la fanciulla del west, la protagonista. Mi ha commosso il bellissimo finale, in cui Minnie, sola tra due ali di uomini arrabbiati e agitati, chiede il perdono e la grazia per l'uomo che ama, appellandosi a quello che di buono, di umano e di dolce lei stessa aveva scorto e sollecitato in loro. Toccante. E quasi femminista.

 

Come vestirsi per un evento così?
Non era un'occasione proprio formale, trattandosi delle prove generali. Ma La Scala è La Scala e richiede sempre un certo dress code.
Così ho scelto la giacca da smoking, tecnicamente un tuxedo, che avevo preso un paio di anni fa sulle bancarelle di Ancona (che ci crediate o no), con una piccola T-shirt nera aderente e un paio di jeans molto scuri ma con il risvolto. E le scarpe a punta. Più un paio di bellissimi orecchini che erano della mia nonna e che mi piace indossare nelle occasioni speciali.
Che ne dite?
Io mi sentivo molto #50chic e #chicafter50 e all'altezza della situazione!

 

E buona domenica!
Anna da Re
 

 

 

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