Blu e arancio di fronte a uno specchio. La semplicità è tornata. A Monza

Ecco qualche pensiero ispirato dal malfunzionamento del telecomando per il selfie. Che tra l'altro è già successo. Ma che mi ha fatto pensare alle aspettative e alle pretese. Leggete. E commentate

E’ interessante e dovrebbe essere studiata seriamente la nostra pretesa, e il nostro aspettarci, che le cose vadano come vogliamo che vadano. E la nostra irritazione quando la realtà fa il suo lavoro, cioè fa la realtà.

Volete un esempio?
Eccolo.
Stamattina mi sono svegliata, ho fatto colazione, mi sono lavata e preparata, e poi sono andata in cucina per farmi il selfie.
Ma non funzionava. Internet funzionava, tutte le tacche sul modem erano verdi e stabili. Wifi funzionava. Ma il telecomando non si connetteva al telefono. Ci ho provato e riprovato e niente da fare. Ho provato da diverse posizioni e da tutte le stanze (non che ne abbia così tante) e non c’è stato niente da fare.
Sono uscita senza essermi fatta il selfie.
Ma ero irritata.
E allora ho pensato (ancora!!!).

Ho pensato che quello che mi irritava era che io mi aspettavo che internet e il telecomando funzionassero. Non ho neanche contemplato l’ipotesi che potessero non funzionare. Che è perfettamente possibile. Ci siamo abituati a fare completo affidamento sui nostri device elettronici, sulla distribuzione dell’elettricità, su sistemi molto complessi. Pretendiamo che funzionino sempre e non si rompano mai. Siamo peggio della generazione che ci ha preceduto, che sembrava considerare normale l’imperfezione del mondo e di tutte le cose umane.
Per cui penso che dovremmo imparare a non dare per scontate tutte le comodità di cui siamo circondati.
Dovremmo imparare a considerare la realtà come una cosa esterna a noi, sulla quale non abbiamo controllo.

Che poi siamo buffi, perché ammettiamo di perdere il controllo di noi stessi, di non riuscire a smettere di fare qualcosa o di fare qualcosa perché “è più forte di noi”. Ma non concepiamo di non avere il controllo della realtà fuori da noi. Come se fosse più facile controllare qualcosa di esterno che qualcosa di interno!

Quindi non potendo controllare la realtà l’ho seguita e mi sono fatta questa foto di fronte a uno specchio, qui in ufficio. E il contrasto tra il blu che indosso e l’arancio della parete mi piace assai!

 

Che cosa indosso in questo martedì filosofico?
E perché ho detto nel titolo che La semplicità è tornata?
Beh, ho una gonna di jeans (Banana Republic, il mio negozio preferito per le gonne di jeans), una T-shirt (Gap) bianca immacolata e un pulloverino blu. Tutto molto semplice. Io ho una grande passione per le magliette bianche. Quelle semplici alla James Dean. Di solito le compro in America. E devono essere davvero bianche candide, per cui le lavo con un po’ di candeggina e non pretendo che durino molto. Mentre il cotone nero di buona qualità si stinge in modo affascinante, il bianco si ingiallisce e diventa triste.

 

Tutto qui?
Se vi sembra poco…

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

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