Come vestirsi per cavarsela nelle complicazioni della vita. A Monza, Milano e Segrate

Il traffico è una delle più comuni complicazioni della vita. E oggi me ne è toccato tanto. Che avevo un lungo viaggio e un appuntamento. E mi sono convinta di come faccio bene a muovermi in treno, di solito. E vi racconto un po' di pensieri

Lo sapevo che sarebbe stato un giorno complicato.
Ma non si è mai preparati alla realtà.

 

No, non spaventatevi, non è successo nulla di grave.
Volevo soltanto condividere un po’ di pensieri con voi, i miei fedeli lettori. Come lo so che siete fedeli? Dai dati di Google Analytics, che domande!

Stamattina avevo appuntamento alle 9 in via Goldoni, perché sono finalmente riuscita a vendere la cucina e oggi la venivano a prendere.
Sono partita da Monza alle 7.45, e sono arrivata a Milano alle 9.15. Considerato che da Monza a Milano ci si mette di solito mezz’ora, riuscite a immaginarvi quanto tempo ho passato in coda!
E qui ho un primo pensiero: gli italiani non sanno stare in coda. Mai, neppure al bar. Ma in macchina sono veramente il peggio del peggio.
Vi faccio un esempio.
Supponete che ci siano due corsie, una per chi va dritto e per chi gira a sinistra, e un semaforo (o una rotonda, non cambia). La maggior parte della gente va dritta, e quindi si forma una coda. Voi vi mettete in coda. Dopo un po’ vi rendete conto che la coda non si muove. E la ragione per cui non si muove è che la maggior parte delle macchine prende la corsia di sinistra, poi poco prima del semaforo si infila nella coda di destra, costringendo qualcuno a farli passare. E quindi dovete scegliere: restate nella vostra corsia e aspettate e aspettate e aspettate finché finalmente arrivate al semaforo, irritandovi sempre di più con tutti i furbi; oppure fate come tutti. Io non so mai che cosa fare…
E voi? Che fate? Onestamente, dico…

Poi ho cercato di pensare alle cose buone. Che oggi pioveva che dio la mandava e io ero all’asciutto e al caldo dentro la macchina. Che potevo ascoltare la musica. Che potevo pensare a quel che volevo.
Ha funzionato? Un po’ sì un po’ no.
Ho pensato a quella piccola foglia che ho trovato quasi incollata sul finestrino. A forma di cuore.
Come un bel messaggio dal mondo!

E anche la vendita della cucina è una buona cosa. Ci ho messo un bel po’ di tempo e anche un certo sforzo, in cui però ho imparato un sacco di cose. Ho imparato anche che non bisogna giudicare quello che si è fatto in passato con gli occhi dell’oggi. E’ un modo molto comune di pensare, e difficile da tenere a bada. Ma nella maggior parte dei casi le decisioni che avete preso in un certo momento della vita sono le migliori decisioni che potevate prendere, in quelle circostanze.

 

E giusto per ricordarvi che questo è un fashion blog, ho indosso una maglietta a righe blu e nere, un cardigan grigio, dei pantaloni neri e i Blunstone. Blundstone in maggio, ve lo immaginate?

 

Buona giornata!
Anna da Re

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