Il mio personale Salone del Libro #SalTo16 è stato il migliore di sempre. Qui ringrazio e racconto

Di rientro dal Salone del Libro di Torino, mi sento più entusiasta che mai! Ho incontrato amici e conoscenti, comprato e ricevuto in regalo dei libri, fatto il mio speech. Era tutto perfetto! Un grazie speciale a Perfect Book!

Era già successo, ma tanto tempo fa, quando ero una persona diversa e il mondo intorno a me era così diverso che adesso non riusciamo neppure ad immaginarlo.
Sono andata al Salone del Libro di Torino per conto mio.
Libera di fare quel che mi pareva, di andare alle presentazioni che mi interessavano, di guardare gli stand che trovavo attraenti.
Ma ancora meglio, ci sono andata da speaker.
Di un panel piccolino ovviamente, ma ne ero fiera! L’unica cosa che mi è dispiaciuta è che non avevo nulla per appendermi al collo il pass da relatore…

 

Io amo molto il Salone del Libro.
Un po’ perché è come una gigantesca libreria, in cui tutti gli editori hanno spazio per far vedere i loro prodotti. E io ho sempre le farfalle nello stomaco quando entro in una libreria…
Poi perché essendo dedicato ai libri ci si sente normali ad amare i libri.
Voi lo sapete che io i libri li ho sempre amati, ma mi è capitato più di una volta di trovarmi di fronte a delle persone che per questo amore mi guardavano come se fossi una strana creatura. Invece al Salone sono tra i miei simili!
Infine è un occasione per incontrare tante persone. Molte delle quali sono persone con cui lavoro, ma a distanza e per email. Alcuni li si incontra per caso. Ma è sempre bello. Come se uno stesse facendo una passeggiata in una piccola città dove ci si conosce tutti, e ci si ferma a fare due chiacchiere qua e là con chi si incontra… è una sensazione molto piacevole!

 

A proposito del panel a cui ho partecipato, era su come i libri entrano nella nostra vita, come la cambiano, come si intrecciano con le nostre emozioni e sensazioni, come ci aiutano ad esprimerle. Avremmo potuto parlare per ore, di questo argomento. Ma avevamo solo un’ora, eravamo in 6, e credo che siamo stati tutti bravi a concentrare in poche parole quello che volevamo dire. C’era del pubblico, non tantissimo. Penso che sia andato bene. E lo vorremmo rifare, magari in un contesto più rilassato.
Così magari ci potrete essere anche voi!

 

Che altro ho fatto?
Sono stata alle edizioni Hacca, dove stanno facendo una bellissima operazione di riscoperta e ripubblicazione di titoli italiani del novecento dimenticati. La collana è diretta da Giuseppe Lupo. che è uno scrittore che ammiro molto e anche un fantastico e generoso promotore di cultura e letteratura. Uno senza prosopopea ma con tanta sostanza. Allo stand Hacca ho chiacchierato con l’editor Francesca Chiappa e me ne sono venuta via con uno splendido carico di libri.
Poi sono andata a comprare la trilogia di Kent Haruf. E sapete perché? Perché parlando di libri dimenticati è venuto fuori Stoner, e Francesca mi ha detto “Ma allora devi leggere Haruf!” E potevo resistere all’offerta di comprare la trilogia per un prezzo speciale Salone? Non potevo. Mi sono fatta un bel regalo!

E poi mi ha raggiunto la mia amica Laura (quella che farà da mia assistente personale quando sarò abbastanza ricca e famosa per averne bisogno) e anche un’altra amica, e insieme siamo andate alla presentazione di Marilynne Robinson. Non l’avevamo pianificato. Ma come ci siamo rese conto che ci potevamo andare abbiamo preso al volo l’occasione! E siamo state così fortunate da avere un posto in terza fila.
Con Marilynne Robinson c’era Michela Murgia. Ed è stato un incontro così intenso e denso e profondo che non ho fatto tweet o scritto niente. Sono rimasta ad ascoltare e assorbire. Ed è stato bello.

 

Un grazie di cuore, quindi, a tutti quelli che ho incontrato e che mi hanno fatto sentire così bene.

E un grazie speciale a Perfect Book per avermi coinvolto nel panel!

 

E ora la domanda delle domande.
Come si veste una fashion blogger per andare a parlare di libri?
Avevo dei jeans larghi e cropped, molto scuri, con una piccola T-shirt bianca, le scarpe psichedeliche e il soprabito di camoscio vintage.

Le scarpe soprattutto sono state ammalatissime!
 

Buona giornata!
Anna da Re

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