Come vestirsi mentre ci si prepara per il Festivaletteratura di Mantova

No, non sono ancora a Mantova. Ci andrò sabato. Ma sono così contenta di andarci che mi sto già preparando!

In realtà oggi dovrei scrivere un doppio post, per fare ammenda del fatto che ieri non ho scritto nulla, e pure dopo averlo promesso.
Promessa non mantenuta. Da marinaio!
Ma spero mi perdonerete!

 

E oggi voglio cominciare a parlare del Festivaletteratura, dove andrò sabato (ho appena preso il biglietto!).

 

Mi ricordo così bene la prima volta che ci sono andata.
Era qualche anno fa, non secoli, e il Festival era già una realtà consolidata. Avevo appena cominciato a lavorare nei libri e ci sono andata per cominciare ad esplorare il nuovo mondo e capire qualcosa. Mi ricordo persino come ero vestita: avevo dei pantaloni khaki e una camicia bianca e delle Superga. Faceva un gran caldo. Col tempo ho imparato che Mantova è un posto umidissimo e che settembre lì è ancora piena estate e bisogna vestirsi in modo comodo ma molto leggero.
Mi ricordo anche come ero contenta, di essere lì tra libri e scrittori e lettori. Mi sentivo nel mio elemento. E mi sento ancora così, quando ci vado. E quindi ci andrei anche se non fosse per lavoro, o se non lavorassi più nei libri.
Ma fortunatamente, per il momento sto ancora lavorando nei libri.

E sabato mattina prenderò il mio treno per Mantova.
Nel frattempo sto organizzando delle interviste, verificando chi c’è.
Perché ovviamene un’altra delle cose belle di Mantova è che puoi incontrare i colleghi, gli amici e i conoscenti che stanno altrove ma si ritrovano tutti lì per il Festival.
E l’organizzazione è meravigliosa.  La città è meravigliosa. L’atmosfera è meravigliosa. Come si potrebbe non essere felici lì, anche solo per un giorno?

 

E in preparazione di tutto questo eccomi vestita di verde.
Pantaloni a righe verdi, T-shirt verde/blu. Ho indosso delle sneakers perché ieri quelle carinissime ballerine che avete visto nella foto mi hanno massacrato i piedi. Oddio, sto diventano come quelle vecchie signore che si lamentano sempre delle condizioni dei loro piedi! Certo, gli anni si accumulano, per me come per tutti…
Ma il tocco del soprabito di Antonio Fusco è terribilmente #50chic, non trovate?

Buona giornata!
Anna da Re

 

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