Alte lodi all’arte del knitting. Che è lo sferruzzo con un nome più bello. In Monza

Lavorare a maglia è una forma di meditazione. Con il valore aggiunto di fabbricarsi qualcosa di utile e possibilmente bello. Lo adoro
 

Ieri ho scritto un pezzo per Perfect Book su “la libreria di papà” e il mio venire da una famiglia di lettori.
Oggi voglio parlare di un’altra eredità familiare: il lavoro a maglia, knitting. Che suona meglio, nobile direi.

Sembra che sia il mio destino, quello di conservare le tradizioni di famiglia. Che è proprio buffo, visto che ho detestato la mia famiglia e me ne sono andata di casa presto, e ho fatto di tutto per definirmi come un’entità separata, in tutti i modi in cui ho potuto. Ma poi il mio personale viaggio dell’eroe mi ha riportato a casa, e ho imparato ad apprezzare la mia famiglia. E ora appunto continuo alcune tradizioni. E ho anche l’incarico, da parte dei miei nipoti, di raccogliere e scrivere tutti i modi di dire che sono tipici della nostra famiglia, perché non vadano perduti!

 

Ho cominciato a lavorare a maglia quando ero bambina, imitando mia mamma e mia nonna. Poi però ho smesso e per tanti anni non mi sono neanche ricordata di saperlo fare. Qua e là mi sono fatta qualche maglione. Ma non era facile farmi qualcosa che mi piacesse. Qualcosa a modo mio. Ci è voluto un po’, tante prove, tanto allenamento, anche un certo studio. Ma adesso riesco quasi sempre a farmi cose che mi piacciono e che porto. E mi piace molto. Mi piace potermi fare i maglioni e aver messo fine alle maniche troppo lunghe, al mi piace tutto ma non lo scollo, all’andrebbe bene se non avesse quel dettaglio che detesto e rovina tutto.

E lavorare a maglia è una forma di meditazione.
Con il giusto mix di ripetitività e creatività, di lavoro manuale e immaginazione, di sforzo e soddisfazione.
Non funziona sempre sempre. Ma molto spesso.

E sapete una cosa? Ho accumulato una quantità di lana che potrei andare avanti a far maglioni per tutti i miei giorni anche se i miei giorni fossero proprio tanti! Avete visto quella foto che ho postato su Instagram domenica sera? Che stavo decidendo che lane usare per il prossimo maglione? Avete visto quante rocche c’erano? E ne ho ancora di più… anche perché un paio di anni fa il mio fornitore di cachemire ha chiuso, e mi sono fatta una gran scorta!

E non ho ancora deciso che cosa farò, né il colore né la lana. Ma sarà un pullover con il collo alto: mi sta venendo una vera mania per i dolcevita!

 

Oggi ho indosso la mia ultima creazione: una dolcevita di un mix di blu, bello caldo e soffice. L’ho combinato con una gonna di pizzo nera, calze nere e mocassini. Con una cosa nuova, anche quelle vecchie sembrano diventare nuove!

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

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