Come vestirsi pensando alla gratitudine. A Monza

Stavo pensando… ancora? Ancora! Stavo pensando alla gratitudine. A quando bello e caldo sia provarla. A quando sia meglio provarla che non riceverla… leggete se vi va

Stavo pensando.

Ah ah, era un po’ che non scrivevo il fatidico “stavo pensando”! Pensavate di esservi liberati di teorie e meditazioni varie? Vi siete sbagliati!

Stavo pensando alla gratitudine. Ci stavo pensando da un po’, ad essere sincera. E poi ho avuto come un’illuminazione, la settimana scorsa mentre stavo sciando. Mi sentivo proprio bene sugli sci e sentivo anche un certo senso di compiutezza, di aver raggiunto qualcosa che mi piaceva. E ho pensato che sì, io ci ho messo dell’impegno e degli sforzi nell’imparare questo sport, ma se i miei genitori non mi avessero sostenuto e sponsorizzato non sarei andata da nessuna parte. E quindi ho provato un grande senso di gratitudine (che provo ovviamente anche per tante altre cose) che mi ha reso felice.

Così il pensiero successivo è stato che ci concentriamo sempre sul ricevere gratitudine invece che sul provarla. E sul fatto che anche se è bello che qualcuno ci sia grato per qualcosa che abbiamo fatto, è molto più intenso e piacevole provare gratitudine noi stessi. Per qualunque cosa abbiamo ricevuto.

La gratitudine è qualcosa che sta dentro di noi. La maggior parte del tempo lo lasciamo lì latente, e siamo più attenti alla rabbia, al dispiacere. E se consapevolmente lasciassimo emergere, dessimo spazio e aria e voce al caldo senso di gratitudine che si nasconde dentro di noi? Non sarebbe bello? Non sarebbe meglio che essere prigionieri della rabbia e dell’invidia?
E non è necessario che i destinatari della nostra gratitudine ci siano e sappiano. I miei genitori per esempio non ci sono più. La mia gratitudine non li raggiungerà (o magari li raggiungerà in un tempo e in un luogo che io non so), ma il suo valore resta intatto e grande.

Che ne pensate?

Quanto ai vestiti, oggi ho la mia bellissima gonna lunga plissé con un pullover blu (forse l’unico non fatto a mano) e i combat boots Dr Martens’. Un consolidato outfit #50chic!

Buona giornata!
Anna da Re

 

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