#iorestoacasa giorno 44. Quello che si vede e quello che si nota

Vi ho già raccontato che sto leggendo Murakami, il terzo libro di 1Q84.

Stamattina leggevo un post su Instagram, tratti da Vita con Lloyd, sull’eleganza. Mi ha fatto ricordare che questo è nato come un fashion blog, e che per quanto l’emergenza Coronavirus ci abbia catapultato in un mondo sconosciuto e difficile da decifrare, non ci si deve dimenticare nè rinnegare chi si è. Perchè in questo momento parlare di moda non mi viene, e mi fanno uno strano effetto quei siti e quei blog e quegli instagrammer che stanno continuando a fare quello che facevano come se niente fosse successo, però poi la moda tornerà a piacermi. E anche adesso io tutte le mattine scelgo cosa mettermi, e guardo con dispiacere i miei cappottini di mezza stagione che quest’anno metto solo per andare a fare la spesa… un vero spreco!

Schermata 2020-04-21 alle 12.15.40

Beh, potete immaginare che io sia super d’accordo con l’affermazione che l’eleganza non si vede ma si nota. Assolutamente d’accordo.

Ma che c’entra Murakami? Che c’entra 1Q84? C’entra che in quel libro notare senza vedere è un modo di rapportarsi con il mondo che alcuni personaggi condividono. Sapete quando si dice il sole c’è anche quando non si vede, e pure le stelle. E così vale per molte cose. Facciamo fatica a riconoscere che per stare al mondo, per starci bene, per starci a modo, per starci utilmente e seguendo i propri principi etici, la sola vista non basta, la sola evidenza empirica ci può addirittura fuorviare. Lo dimostra il fatto che una frase così piccola, in un contesto così qualsiasi, ci colpisce e ce la ricordiamo. Ci scriviamo persino un post.

attaccapanni

Dopo di che in 1Q84 c’è molto di più di questo. Ma c’è anche un personaggio, un editor, di cui viene descritto l’abbigliamento e di cui si dice che sembrava avere sempre dei vestiti un po’ consumati, ma siccome erano vestiti di grande qualità la consunzione li rendeva oltremodo eleganti. Che è qualcosa che noi signore chic after fifty sappiamo, che non c’è bisogno di continuare a comprare e che anzi se si compra che so un bel pullover di cachemire, poi più lo si porta e più diventa bello.

In questi giorni di clausura, per lo più seduti al computer, in quella stagione in cui fa più freddo in casa che fuori, abbiamo bisogno di comfort clothes. Vestiti a cui siamo affezionati, che ci ricordino qualcuno o qualcosa, che ci circondino di buono.

E buona giornata!

Anna da Re

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