#pandemia zona rossa. Anche le fashion blogger hanno avuto un papà

Quando ho rimesso a posto l’armadio delle lane, con grandissima soddisfazione come sapete, ho trovato un paio di lavori non finiti. Succede anche nelle migliori famiglie che si fa qualcosa, e poi non piace. Nella fattispecie c’era un giacchino, che avevo anche parzialmente cucito, ma che non mi aveva convinto fino in fondo e l’avevo lasciato lì a sedimentare. Come per i libri, anche per i vestiti alle volte semplicemente non è il momento giusto. Alle volte invece è proprio sbagliato, il vestito o il pullover o il giacchino, e non il momento. E allora lo si regala.

Ho tirato fuori il giacchino, ho finito di cucirlo, gli ho messo i bottoni, l’ho stirato. Il peso e la forma sono adatti a questa stagione intermedia, un po’ fredda e un po’ no. Il colore… beh quello non sono sicura del perché l’ho scelto. Evidentemente quando l’ho fatto mi piaceva, e me lo immaginavo con dei jeans, o con una gonna lunga, visto che è un giacchino corto corto. Il mix di lane e colori mi dev’essere sembrato carino.

Ora lo guardo e sono indecisa. Stamattina l’ho messo. Non c’è un altro modo di verificare se una cosa ti piace o no, ti convince o meno, se non mettendotela.

Mi sono fatta qualche selfie. Era un po’ che non ne facevo, come sapete la pandemia ha messo in crisi questo fashion blog (non sembra abbia messo in crisi gli altri, ma sono fatti loro). E mentre mi facevo i selfie pensavo a mio papà. Che oggi è la festa del papà. Che non abbiamo mai un granchè festeggiato. Mio papà era un tipo schivo, un uomo di una volta, il suo gesto affettuoso era un pat pat sulla testa, se parlava bene dei figli lo faceva con gli altri, i figli si educano, si criticano, se anche si pensa che sono bravi non glielo si dice che sennò si montano la testa. Spesso penso che si trovi, insieme agli altri affetti mancati e a chissà quanti altri, in un non luogo da cui può dare una sbirciatina, ogni tanto, a quello che facciano noi rimasti sulla terra. Penso che non scuoterebbe la testa, penso che sarebbe contento di quello che i suoi figli sono diventati. Non di certo quello che voleva lui, ma questo si sa è che è il destino dei padri, o meglio dei genitori. Penso che approverebbe i sorrisi. Approverebbe anche il blog, tutto sommato. Approverrebbe la montagna, il tennis, le letture. Non approverebbe i selfie, la vanità era un peccato parecchio grave (non mortale per fortuna).

E insomma mi unisco a tutti nel grande mondo del web, a dire che anche se ci sono stati momenti (tanti momenti) in cui vorrei aver avuto un altro padre, ora dall’alto dei miei capelli bianchi e del mio essere after fifty, ora posso dire che è stato bello, avere un papà come il mio.

Buona giornata a tutti

Anna da Re

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