#pandemia zona gialla. Di avversari, palline, neutralità e tutto quello che si impara

Non posso cominciare questo post con di nuovo la citazione di Nelson Mandela “Io non perdo mai. O vinco o imparo.”… oppure posso?

Perché è una cosa ricorrente, quella di imparare. Spesso in quelle situazioni in cui non te lo immagini, non te lo aspetti, neppure lo vorresti. Voglio dire, ci piace anche vincere, no? Magari non vincere facile. Magari facendo una fatica blu.

E invece il più delle volte si impara. Solo che se non ci sofferma a pensarci, finisce che lo si dimentica e non ci resta nulla.

Allora io faccio delle partite di tennis e molto spesso con persone più brave di me. Non ho altre esperienze di sport con avversari, e quindi mi viene un po’ da tornare bambina, avete presente, che la vostra migliore amica fa qualcosa che vi dà fastidio e non siete più amici. Anche nel tennis succede, e so che non succede solo a mie, che quando l’avversario fa qualcosa che non ti piace, che ti mette in difficoltà, ti arrabbi. Il tennis (e magari tanti altri sport) non perdona però: da arrabbiati si gioca male. Chi si arrabbia si può star certi che dopo poco comincia a sbagliare. Magari lì per lì tira anche due legnate, ma è un fatto episodico che si esaurisce subito.

E allora bisogna imparare che l’avversario è neutro. Qualunque cosa faccia, anche la peggio carognata, non ti devi occupare di lei/lui. Ti devi occupare solo della pallina. E del tuo adattamento alla pallina. Non c’è davvero altro.

Ed è tantissimo. Perché si dà il caso che la nostra mente sia abituata a occuparsi molto più degli altri che di noi. Elucubrazioni su elucubrazioni su quello che gli altri pensano, senza mai azzeccarne una. Anche solo seguendo la statistica dovremmo avere smesso da mo’ di immaginarci quello che pensano e faranno gli altri. Invece ci caschiamo in continuazione, e concentrarci solo su di noi in un certo preciso momento richiede allenamento e attenzione e dedizione e pazienza di ricominciare continuamente da capo.

Guardavo Nadal e Djokovic che giocavano ieri. Pensavo si conoscono, hanno giocato uno contro l’altro centinaia di volte, chissà se fuori dal campo si sono simpatici oppure no. Perché un’altra cosa che ho imparato è che è più facile, oltre che più divertente, giocare con qualcuno che ci è simpatico. Ma la realtà è quella che è e il mondo non è lì ad aspettare i nostri comodi, quindi si gioca con e contro tutti. Concentrati sulla pallina.

E adesso mi concentro sul lavoro.

Buona giornata e buona settimana!

ps secondo me il completino di Nadal è bellissimo!

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