#pandemia zona gialla. Ci fossero due siti uguali

Ora oggi è venerdì e forse si potrebbe anche non essere polemici. Però con questo tempo stinfio, le minacce di pioggia e la temperatura bassina, con l’idea che il grande pino che sta davanti a casa verrà abbattuto perché ammalato, insomma un po’ di polemica ho deciso di concedermela.

Allora vi dico da cosa sono partita. Avevo ordinato dei costumi da bagno da un sito francese. Molto bellini, per niente economici ma un investimento: compri un bel costume oggi, vai al mare di rado, te lo tieni per i prossimi 10 anni. È un acquisto difficile, il costume da bagno. Non a caso c’è l’ansia da prova costume. Ora io sono anche una fortunata che ha sempre la stessa taglia e che non è soggetta a grandi trasformazioni (mi piacerebbe guadagnare un dieci centimetri in altezza ma so che non è possibile, quindi ci ho rinunciato), però quando si va a provarsi i costumi si è pallidi, i camerini sono piccoli e spesso con delle luci livide, insomma ti passa la voglia. Si potrebbe comprare direttamente al mare, il costume, se uno ci andasse spesso. E allora insomma ho pensato lo compro online, che me lo provo tranquilla a casa. E mi era anche capitato di vedere la pubblicità di questo sito francese, che mi aveva convinto.

Dopo di che ho sbagliato taglia. Diciamo che mi sono fidata delle loro indicazioni invece delle mie sensazioni. E sui costumi da bagno c’è poco da fare, o ti vanno bene o non ti vanno bene, non ci sono vie di mezzo come con le magliette o i pullover.

Ed è quei che casca l’asino tecnologico. Perché non c’è uno standard nei siti? Non dico nella presentazione, ma la pratica dei resi oppure dei cambi, non si potrebbe uniformare? No, ognuno fa come gli pare, e il povero consumatore perde minuti preziosi quando non quarti d’ora per capire come fa a restitutire, quando gli ridaranno i suoi soldi, se magari non potrebbe già che ha pagato chiedere solo una taglia diversa e riceverla… insomma io rimpiango i negozi. Che anche quelli non sono tutti uguali, ma hanno una persona in carne e ossa a cui chiedere qualcosa. Poi certo ci sono le commesse e i commessi antipatici, ma perlomeno non ti rispondono “le risponderemo al più presto”, non ti chiedono 7 Captcha per essere sicuri che non sei un robot e non ti fanno stampare il modulo per il reso, andare al punto di ritiro Ups eccetera eccetera.

Meno male che il punto di ritiro Ups vicino a casa fa anche il caffé. Perché davvero, un po’ di cose online si sono semplificate, ma altrettante si sono complicate.

Intanto buon weekend!

Anna da Re

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