Piccole lotte quotidiane: abbasso l’outsourcing

Ci sono quei giorni in cui percepisci in tutto il suo peso la complicatezza della vita mediata dalla tecnologia. Non ho bisogno di dirvi che apprezzo infinitamente la tecnologia, la uso e cerco pure di capirla. Però poi capita che hai un problema e ti rendi conto di come quella stessa tecnologia che normalmente ti migliorava la vita, improvvisamente te la complica.

Sono cliente Fastweb da anni, e complessivamente ho sempre trovato che facessero quello che dovevano. Non tutto fila liscio, ma che cosa nel nostro mondo fila tutto liscio? Così stamattina c’era un messaggio che diceva “gentile cliente, abbiamo accettato il tuo cambio di metodo di pagamento a bollettino postale”. Bollettino postale? Ma chi ve l’ha chiesto? Doveva essere un cambio da carta di credito ad addebito bancario. E già ce n’erano volute delle belle per ottenerlo.

Chiamo il numero verde e comincia l’iter kafkiano, da un operatore all’altro, per un totale di un’ora. Alla fine un povero cristo che non c’entrava niente con il servizio clienti mi dà una dritta, che giro anche a voi: fatevi chiamare. Dal sito c’è l’opzione, si prenota e chi ti chiama ha un’idea del perché chiami. Gli altri poveracci no. E tiravano a indovinare, chi diceva che mancava la documentazione della banca, chi che non avevo completato la procedura, insomma non avendo idea di quel che era successo ci provavano. E invece era tutto piuttosto semplice: dato che l’addebito bancario parte un certo tempo dopo la richiesta, la bolletta in mezzo non verrebbe pagata, e allora ti fanno un bollettino postale. Ma non è che gli viene in mente di spiegarlo.

Sono andate perse parecchie ore in tutto questo pasticcio. Mie ma anche degli operatori di Fastweb. E no, questa non è efficienza. Questo è uno degli effetti collaterali dell’outsourcing, che è stato il mito delle aziende in anni recenti; e forse solo la pandemia ha costretto a guardarlo con occhi nuovi e capire quanto è illusorio pensare di poter cedere ad altri le rogne e le parti antipatiche del lavoro, guadagnandoci e diventando più efficienti. Si sono visti gli effetti devastanti di questa politica nel sistema sanitario. Si vedono tutti i giorni nelle aziende, da tutti e due i lati, quello del cliente e quello dell’impiegato. E non è solo questione di fatica o di tempo difficilmente quantificabile. Spesso sono quelle spese che escono dalla porta e rientrano dalla finestra. Stanno in parti diverse dei bilanci, per carità, ma alla lunga in un bilancio c’è quello che entra e quello che esce, si può barare un anno o due ma mica di più.

Quindi questo è come ho passato buona parte della mia mattina… meno male che la giornata è lunga! E siamo a giugno, fa un po’ caldo ma c’è luce fino a tardi… e se mi concentro e respiro vedo quel verde meraviglioso della Val di Rabbi.

E buona giornata!

Anna da Re

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