Oltre alla poesia e alla musica, anche gli odori ci arrivano direttamente all’anima, senza passare dalla mente e da altri complessi processi elaborativi.

Ci pensavo ieri quando, verso sera, sono andata a fare un giro al parco con la bici. Avevano appena falciato il prato e dietro il viale Cavriga, e il profumo del fieno era intenso e meraviglioso. Per me, il profumo del fieno è uno degli odori più buoni del mondo. È l’odore della mia infanzia a Cortina, dei giorni infiniti d’estate, quelle vacanze eterne e alle volte oziose e noiose ma irripetibili.

Il profumo che ho messo stamattina era invece quello di mia mamma negli ultimi tempi, il profumo per l’estate, al té verde, un gusto fresco e leggero.

E ogni tanto capita, che arrivi un odore o un profumo che in un attimo, quasi senza che ci se ne accorga, ci riporta indietro nel tempo in un modo così vivido e così intenso che davvero sembra di essere ancora là, ad allora.

Che misteriosi e che meravigliosi siamo, noi umani. Non dovremmo dimenticarlo.

Intanto buona giornata!

Anna da Re

Una risposta a “Il potere evocativo degli odori”

  1. Avatar Roberto Borri

    Sul fieno, non posso fare altro che confermare: nulla di più gradevole dell’erba appena tagliata che sta seccando, pur non essendo ancora fieno.

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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