Brianza e nuvole. E un po’ di musica

Ve la ricordate la canzone di Enzo Jannacci, Messico e nuvole? Un po’ surreale, bellissima. E lui aveva quella voce con un fondo roco, e di esitazione.

Oggi ci sono molte nuvole anche qui, a Monza. Un grigio autunnale, anche se le piante sono ancora verdi e tecnicamente l’estate non è ancora finita. Però è freddino, e la luce, la luce è quella che dice davvero che l’estate è finita. E benché io non sia una fan del caldo (trovo bellissimo, la sera, spegnere la luce e inoltrarsi sotto il piumone) e neppure del sole a tutti i costi, la vaga tristezza dell’estate finita prende anche me.

Forse perché nella solitudine dello studio, davanti a un computer a lavorare, avere la prospettiva delle vacanze, dei weekend in giro, delle serate all’aria aperta, delle camminate o biciclettate a fine giornata fa parecchia differenza. Che poi a ben guardare i weekend si fanno lo stesso, il tennis è uno sport che si può praticare anche al chiuso, camminare richiede solo un diverso abbigliamento. Ma l’impressione è che di queste cose, d’estate, se ne facciano di più. E alle volte la prospettiva e l’impressione contano più dei fatti, nel direzionare l’umore.

Ma torniamo alla musica. Ecco quello che si può fare, quando il lavoro è un po’ noioso e la giornata davanti ancora lunga: mettere un po’ di musica, qualcosa di classico che faccia da sottofondo, che non distragga troppo ma accompagni. E la si può ascoltare dal vivo. Come venerdì scorso, quando sono andata in un posto che non sapevo neppure esistesse, ma che è parte delle sorprese della Brianza. Comune di Casnate con Bernate, e un anfiteatro dentro un parco che è stato oggetto di molte polemiche ma che alla fine qualcosa ha lasciato. Perchè l’anfiteatro è suggestivo, e il bravissimo Marco Belcastro si è cimentato con Franco Battiato, insieme a un bravissimo attore che di Battiato raccontava la storia. È stato un bell’omaggio, di grande delicatezza e rispetto, come si fa a chi è stato grande anche se non facile, come è doveroso fare in questo nostro tempo che strilla forte ma dimentica subito. Sono stata molto felice di esserne parte, rivedendo anche una vecchia amica dopo tanto tempo.

E insomma di cose belle ce ne sono sempre, anche se alle volte capita di dimenticarsene.

Se poi questo post vi sembra un po’ senza capo nè coda, probabilmente avete ragione. D’altro canto in un diario di bordo, si scrive quello che si riesce, e ogni giorno non è mai uguale all’altro. Questo è poco ma sicuro. E intanto è arrivata l’ora del té. Un’altra delle cose belle della fine dell’estate.

Buona serata!

Anna da Re

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