Benvenuti in camera mia. Dove studio la sostituzione dei selfie. A Monza

Niente selfie. Il telefono si rifiuta anche solo di riconoscere l'esistenza, del telecomando. Che ha lì di fianco, lampeggiante. E quindi sono ricorsa di nuovo allo specchio. Questa volta quello della stanza da letto. Di cui vi racconto un po'
 

Cominciamo con il mettere in chiaro una cosa: il polpo non dorme in camera mia.

 

Detto questo, stamattina non ci ho neppure provato.
O meglio, ho dato un’occhiata alla connessione Bluetooth, giusto per essere sicura che non era pessimismo, il mio.
E infatti.
Non funzionava.
Domani vado all’Apple store per capire cosa posso fare.

E dato che avevo già usato lo specchio della zia Giustì, che sta nell’ingresso (e quindi anche un po’ in soggiorno, visto che non c’è una netta separazione tra i due), ho deciso di usare quello della stanza da letto.
Che è anche il mio specchio principale, quello a figura intera, dove controllo il mio outfit prima di uscire (e anche prima dei selfie, quando mi potevo fare i selfie).

La stanza da letto affaccia sulla strada. Una strada supertranquilla, dove non c’è quasi passaggio. Dato che il mio appartamento è al piano terra, è un bene che la stanza da letto sia quella che dà sulla strada. Che appunto è una strada silenziosa, per cui la camera è quieta e pacifica, ma a dispetto di una doppia finestra molto grande, non è granché luminosa.
L’appartamento l’ho affittato che aveva dell’arredamento compreso, tra cui le tende che vedete. Che non mi fanno impazzire, anzi. Vorrei metterci delle tende bianche e leggere per l’estate e colorate per l’inverno, ma sapete com’è, mi ci vorrà un po’ di tempo per organizzarmi.

 

Il letto è di tipo giapponese, con un futon. E’ fatto di un bel legno solido ed è tutto a incastro, non c’è neppure un chiodo (l’ho visto con i miei occhi quando l’hanno rimontato i traslocatori). E’ fantastico. Con un futon di canapa. Tutto naturale. Per il letto mi sembrava importante, che fosse tutto in materiali naturali.
E’ un letto che non ha una storia precedente da raccontare. Però è già stato con me un po’, nella casa precedente. La sua storia la sta facendo con me. Non è male, no? E finora è stato un buon compagno e andiamo un gran d’accordo.

 

Di lato vedete una poltrona, che vi farò vedere meglio un’altra volta. Faceva parte di una coppia di poltrone che vengono dalla casa dei miei. Non avevo spazio per tenerle tutte e due, o almeno non mi era sembrato al momento del trasloco, per cui ne ho tenuta una. Sono le poltrone in cui mio padre leggeva, mia madre sferruzzava e leggeva; in cui mi sedevo quando li andavo a trovare. Ne ha sentite di conversazioni e di storie, questa poltrona!

Si intravede anche una lampada da terra che è sempre stata con me. L’ho avuta nel primo appartamento che ho arredato, qualcuno se ne voleva sbarazzare, e poi me la sono portata dietro in tutte le case. Ci sono molto affezionata.

 

E per i vestiti, oggi verde!
Ho i pantaloni cropped blu/verdi con il pullover di cachemire verde, quella combinazione di colori che è strana ma mi piace e che devo dire sto trovando sempre più gente che la apprezza, anche se in un primo momento ne sono stupiti. Ho completato l’outfit con il soprabito verde. Probabilmente le scarpe a punta sarebbero state meglio con l’insieme, ma volevo stare comoda e quindi ho messo le Converse di pelle.
E vi dirò la verità, come sempre faccio, sono proprio contenta di questo outfit!

Buona giornata!
Anna da Re

 

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