Come insegnare la web reputation ai Millennials. A Livorno

Ecco fatto! Sono andata al Liceo Scientifico Enriques a Livorno e ho fatto la grande e gratificante esperienza di fare una lezione a dei Millennial. Un privilegio, direi. E parte del mio progetto di restituzione…

E così l’ho fatto.

Sono andata a Livorno e mi sono preparata e ho fatto la mia lezione sulla reputazione digitale o web reputation ai Millennial. Forse non esattamente, nel senso che avendo 18 anni più o meno sono nati ancora alla fine del secolo scorso. Ma direi che possono rientrare nella definizione di Millennial. E penso che sia andata bene. La mia amica Patrizia, la loro insegnante che li conosce bene, ha detto così. E in effetti ascoltavano. A momenti erano molto attenti. Hanno fatto delle domande. Ci sono anche stati dei momenti in cui brillavano gli occhi, ad alcuni.

E’ stata un’esperienza molto interessante. Ero un po’ tesa, quando ho cominciato. Credo che avessi anche tutti i pregiudizi che tutti abbiamo nei confronti dei ragazzi che vanno a scuola, che non ascoltano, che non sono interessati a nulla, che non hanno considerazione per l’esperienza e i capelli grigi. più di tutto non ero sicura di riuscire a interessarli con quello che avrei detto. In quei momenti prima di cominciare, mentre i ragazzi entravano alla spicciolata nell’aula magna e spostavano le sedie e si sedevano, mi sono resa conto che sarebbe stato molto diverso dal parlare ai giornalisti o agli aspiranti blogger o agli adulti che volevano saperne di più del mondo digitale. Quando non so che cosa fare o sono impaurita da quello che mi aspetta, so che c’è una strada che mi porterà fuori: essere me stessa. Così ho fatto di fronte a quei 30 Millennial. Ed è stata la scelta giusta.

Ho messo sul tavolo quello che avevo: esperienza, conoscenza, riflessioni, lo sforzo di tenersi aggiornati. Loro, la maggior parte di loro almeno, ha fatto la stessa cosa: sono cresciuti con internet e annessi e connessi, quindi hanno una relazione disinvolta e rilassata con quel mondo. Scelgono quello che gli piace e ignorano quello che non gli piace. Ma ci sono un sacco di cose che non sanno e a cui non hanno mai pensato: e quelle sono le crepe attraverso le quali possiamo fargli vedere la luce.

Quindi sì, penso che sia andata bene. Almeno per me. Tornare a scuola, dove tutto è cominciato, è un’esperienza salutare. Restituire qualcosa di tutto quello che si è avuto e ricevuto è un’esperienza salutare. Cercare e trovare un dialogo con persone che sono completamente diverse da noi è un’esperienza salutare.

E penso che lo rifarei volentieri. Mi è piaciuta la preparazione, lo scegliere e decidere che cosa dire, il dargli una forma, organizzare i concetti, scrivere le slide, provare il discorso e poi togliere tutto quello che era superfluo o di troppo. Esattamente come faccio con i vestiti e gli accessori.  Mi è piaciuto tutto il processo. Mi è piaciuta la tensione prima di cominciare. Mi è piaciuto essere lì, di fronte agli sconosciuti, cercando la loro attenzione, guardandoli, cercando una reazione nel loro volto. E quindi sì, lo rifarei. Potrei anche fare dei miglioramenti.

E dopo la lezione, dato che la mia amica Patrizia è anche molto ironica e ha un gran senso del teatro, siamo andate nella sua classe e una delle sue studentesse ci ha fatto questa bellissima foto: io e lei nel banco insieme, solo qualche anno dopo…

Come ero vestita? Come vi avevo anticipato, la gonna/pantaloni di ecopelle che ho preso da Zara l’anno scorso, una T-shirt a maniche lunghe a righe nere e blu, e un pullover blu, più gli ankle boot piatti di Frau. Ero #50chic? Senza dubbio!

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

 

 

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