Il cielo che sembra un quadro di Turner e la mia città di gioventù. Un week-end a Livorno e Pisa

Un post senza moda. Sì, certo, è ancora un fashion blog. Ma non ho potuto farmi un selfie. E poi volevo usare questa foto che mi piace molto

Non sono certo una grande fotografa, e mi succede spesso, troppo spesso, di guardare qualcosa e pensare che lo vorrei fotografare, ma poi non ci riesco. Mi sento particolarmente attratta dal cielo. Trovo che il cielo abbia una tale varietà di colori e di forme che lo si potrebbe guardare per sempre, senza stancarsi.

E questa foto che ho fatto mi piace. Non ho dovuto fare nessun ritocco. Ho solo cercato di riprodurre quello che vedevo. E veramente mi ricordava Turner.

Strano rapporto, il mio con Turner. All’inizio, quando vedevo i suoi paesaggi veneziani, non mi piaceva molto. Vabbè, ero giovane e cercavo cose che mi stupissero e che fossero di avanguardia. Quei paesaggi mi sembravano sdolcinati e indulgenti.

Poi una volta, credo che fosse alla Tate Gallery ma non ne sono sicura, ho visto degli altri quadri suoi, in una stanza che gli era stata dedicata. E quei quadri erano meravigliosi. Erano fatti solo di luce. Una luce che sembrava venire da dentro, da un universo segreto, intimo, personale. Erano così belli che sarei rimasta lì a guardarli per tutta la giornata. E ho scoperto che lui dipingeva qui quadri, ma dato che ai suoi tempi non erano accettabili, poi ci metteva sopra altre cose, li rendeva più realistici, più descrittivi, e quindi più accettabili e persino vendibili. Ma penso che il cielo che ho visto e fotografato rappresentasse la sua vera anima!

Dopo aver fatto la mia lezione sulla web reputation ho passato il week-end a Livorno, e sabato sera sono andata a Pisa per un concerto. Ci sono cresciuta, a Pisa, e ci ho passato un bel po’ di anni, ma non ci sono praticamente mai tornata. Non ho sentito un gran desiderio di tornarci, certo, e non ho neppure avuto occasione. La mia amica Patrizia, con cui sono andata a scuola, si è poi trasferita a Livorno, e dato che era l’unica amicizia che aveva conservato, da allora sono sempre andata a Livorno. Lì sì, con una certa regolarità.

E Livorno mi piace molto, anche se certo è una delle meno belle tra le città della Toscana. Però è molto vivace, e c’è il mare. Che specialmente d’inverno, trovo sia meraviglioso. E la luce è magnifica.

Comunque insomma siamo andate a Pisa e io guidavo ed era buio e cercavo di riconoscere la città. Patrizia nominava strade e giardini e vie e i nomi mi suonavano familiari. Ma non riuscivo a riconoscere i posti. E’ vero che sono passati tanti anni e che sono stati anni di grandi cambiamenti. Tuttavia, pensavo che avrei riconosciuto delle cose. E invece no. Nemmeno l’atmosfera. Anzi l’atmosfera meno che mai. In qualche modo non riuscivo a collegare i ricordi che ho (e invecchiando di ricordi ne ho di più, e mi va anche di averli) con il posto in cui ero. Il posto rimaneva estraneo. Ci dovrò pensare.

Ovviamente non sono riuscita a farmi un selfie, oggi. Però vi dico che ho i pantaloni neri cropped con quel pullover supercaldo con il collo che diventa cappuccio. E gli ankle boots di Frau!

Buona giornata!
Anna da Re

 

 

 

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