A proposito di condivisione. Quella vera, così diversa da quella dei social network. A Montegrotto

Certo, sappiamo tutti che c'è una differenza tra il condividere sui social network e il condividere nella vita vera. Ma penso che abbiamo tutti bisogno di ricordarcelo, ogni tanto. E cercarla, la condivisione. E apprezzarla

Vi sono mancata?
E’ stato un week-end davvero lungo e ho postato solo un paio di foto.
Mi piace restarmene in silenzio, quando sono in vacanza. Fotografare solo qualcosa che ha senso. Postare solo qualcosa che ha senso. E mi piace anche avere dei break. Sono salutari e ce li meritiamo.

 

E’ stato un bellissimo, lungo week-end di tennis.
E ieri, quando sono tornata a casa, mi è venuto da pensare (sì, sì, ancora!)

Pensavo alla condivisione e al suo significato.
Al fatto che sui social network condividiamo tantissimo. Foto, frasi, citazioni, video, post. E “sharing” sembra la parola che apre tutte le porte. C’è persino qualcuno che predice che vivremo in una economia basata sulla condivisione, in un bel futuro prossimo.

E poi un giorno ti rendi conto che c’è un’altra condivisione, più intensa, più importante, più soddisfacente.
Un tipo di condivisione che c’è sempre stata, che abbiamo sempre praticato.
Il condividere una passione, un interesse.

 

Ho passato 4 giorni a Montegrotto Terme, giocando a tennis. C’era un torneo, e poi abbiamo giocato tantissimo. Alcuni dei partecipanti li conoscevo, alcuni erano anche amici, ma la maggior parte non li avevo mai visti. Eppure con tutti abbiamo condiviso tantissimo: l’emozione di cominciare una partita senza sapere come finirà, la contentezza di aver vinto un punto, un game, la partita. Abbiamo giocato dei doppi, e quindi condiviso con la compagna o il compagno ogni punto, ogni errore.
E siccome condividiamo la passione per il tennis, abbiamo tutti provato un calore, un’intensità e una leggerezza che resteranno con noi a lungo.

 

Così ho pensato che non c’è paragone tra la condivisione che viene dal pigiare un bottoncino o dal fare un click, e la condivisione vivente (che ci sarebbe stata anche se avessimo giocato a calcio, o fatto yoga, o suonato della musica, o… qualsiasi cosa).
Questo è quello che dovremmo cercare ed apprezzare ogni volta che succede!

 

E vi sono mancati i miei outfit #50chic?
Ecco quello di oggi: la meravigliosa giacca di Pietro Barbieri Atelier, un pullover grigio chiaro di cachemire (Matucci), pantaloni neri cropped (Zara)  e gli stivaletti neri di Frau.
Vi sembra abbastanza #50chic?
Ditemelo!

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

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