#pandemia fase 2. Lo sciopero del mio parere (che mi tengo per me)

L’orologio del computer e la luce che sta scomparendo mi dicono che sono le 6 e non ho ancora scritto una riga sul mio blog. Ma tanto lo sapete anche voi che va così, ci sono giornate piene, ci sono prevalentemente giornate piene e alcune intenzioni restano tali. Una volta si diceva che “l’inferno è lastricato di buone intenzioni”…

In ogni caso scorrendo le email, che sono sempre troppe, notavo quelle che ti chiedono il tuo parere. Anche se hai comprato una cosa che hai restituito, ti chiedono di scrivergli cosa ne pensi. Sui device di qualsiasi tipo, appena finisci di leggere un libro ti chiedono di scrivere una recensione. Se vai in un posto, cosa che adesso è vero non si fa più ma che tutti speriamo di fare presto, di chiedono di dire come ti sei trovato.

Insomma non c’è modo di potersene stare zitti, godere di una cosa, non essere soddisfatti di un’altra, pensare di un posto che non ci tornerai mai più neanche morta (e lo scriverai nel testamento). Che poi a chi gliene importa davvero, di tutte queste opinioni e pareri che ci fanno scrivere? Certo le società di marketing vendono a caro prezzo delle profilazioni, che sono quasi sempre farlocche. Chi vi ha messo nella lista dei destinatari dei nuovi montacarichi? Perché vi offrono il sollievo dal dolore al ginocchio quando in realtà a voi fa male la schiena? E perché se avete appena comprato uno stendibiancheria vi propongono di comprarne uno? Il peggio del peggio sono i libri, secondo me: se hai comprato questo ti piacerà quest’altro. Pensate che se scrivessi una recensione i risultati sarebbero diversi? Di sicuro no, perché le recensioni mica vengono lette, vengono analizzate da un mitico algoritmo che associa quello che capisce della vostra opinione ad altre opinioni di lettori. E vi assicuro che non sono io che sono difficile. Non ho mai sentito nessuno che si fidi dei suggerimenti degli algoritmi. Li si guardano giusto perché sono in fondo alla pagina, e può anche capitare che ci sia un libro somigliante che ci interessa. Ma nello stesso modo in cui nelle librerie mettono le novità seguendo un criterio di “possibili lettori”. Ma non è che i librai pensino che quei criteri siano robe serie, affidabili. Sono dei trucchetti, si possono usare sapendo che sono poco affidabili.

E quindi faccio lo sciopero del mio parere. Rispondo solo se e quando mi sembra che abbia un senso. Non recensisco i libri che leggo. Non giudico qualsiasi cosa compri. E butto via le email insensate senza aprirle.

Voi che fate invece?

Buona serata

Anna da Re

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