#iorestoacasa giorno 14. Due canzoni

Sta diventando difficile, vero?

E non è colpa di nessuno, o in qualche modo è colpa di tutti. Il che secondo me è confortante. Non sono di quelli che si sentono meglio quando hanno trovato il colpevole. Perchè se volete risolvere un problema, trovare il colpevole non aiuta per niente.  E perché c’è molta più soddisfazione nell’aiutare qualcuno che nell’arrabbiarsi con qualcuno. Ieri ho condiviso un pezzo di Margaret Mead, che diceva che la civiltà comincia quando qualcuno si ferma a prendersi cura di un altro.

Questo non vuol dire che non siamo tristi, che non ci venga da piangere e commuoverci più del solito. Non vuole nemmeno dire che non abbiamo paura. Vuol dire soltanto che li accettiamo, questi sentimenti, li teniamo con noi. Fanno parte del nostro essere uomini e donne, del nostro sapere che abbiamo dentro il bello e il brutto, e che se siamo capaci di nutrire il bello e di tenere a freno il brutto, possiamo stare nel mondo dignitosamente e senza fare danni, o addirittura facendo qualcosa di buono. Certo questo sapere non arriva in automatico, va cercato e cullato e accudito. Ma ve l’ho detto anche ieri, smettiamo di essere pigri.

E ieri sera mi sono venute in mente due canzoni, che sono tra le mie preferite. Una è Everybody hurts dei REM, è probabile che la conosciate, è probabile che anche voi quando l’avete sentita abbiate pensato com’è vero, tutti piangiamo qualche volta, tutti abbiamo bisogno di farlo. Era una canzone scritta negli anni 90, che non possiamo chiamare ruggenti perchè ne hanno già chiamati così altri, ma certo erano di spensieratezza, di stupidera, di illusioni di onnipotenza. Eppure c’era chi si rendeva conto che, anche quando tutto va bene, ci sono i momenti in cui bisogna tenersi attaccati alla vita con quello che è rimasto.

Everybody cries
And everybody hurts sometimes
So, hold on, hold on

E poi c’è un’altra canzone, di Bruce Springsteen, Tougher than the rest, sono sicura che conoscete anche questa. È del 1987, e ha una sua ambiguità: è una canzone d’amore? lui è uno sbruffone di provincia? Ma quando una canzone mi resta nella testa per anni, ci dev’essere un motivo profondo. E infatti qui secondo me c’è quel coraggio di cui parlavo ieri. Il coraggio ci se lo dà, non ci arriva da qualche parte o da qualcuno. Viene da dentro di noi.

The road is dark
And it’s a thin thin line
But I want you to know I’ll walk it for you any time
Maybe your other boyfriends
Couldn’t pass the test
Well if you’re rough and ready for love
Honey I’m tougher than the rest

Ecco. Buona domenica a tutti!

Anna da Re

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